Che noia quel Salmo responsoriale biascicato

Pessima consuetudine di non considerarlo Parola di Dio

Nella Messa grande importanza ha la Liturgia della Parola.

Quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura, Dio stesso parla al suo popolo e Cristo, presente nella sua parola, annunzia il Vangelo. (Ordinamento generale del Messale Romano, n.29)

È bene ricordare che è Parola di Dio anche il salmo responsoriale, che nelle nostre comunità viene letto non di rado come una cantilena biascicata che impedisce ogni possibilità di comprensione. Da stigmatizzare anche che durante la proclamazione della Parola è diventata consuetudine frequente non cantare il salmo responsoriale. Eppure l’Ordinamento generale del Messale Romano dice diversamente

61. Alla prima lettura segue il salmo responsoriale, che è parte integrante della Liturgia della Parola e che ha grande valore liturgico e pastorale, perché favorisce la meditazione della parola di Dio.
Il salmo responsoriale deve corrispondere a ciascuna lettura e deve essere preso normalmente dal Lezionario.
Conviene che il salmo responsoriale si esegua con il canto, almeno per quanto riguarda la risposta del popolo. Il salmista, quindi, o cantore del salmo canta o recita i versetti del salmo all’ambone o in altro luogo adatto; tutta l’assemblea ascolta restando seduta, e partecipa di solito con il ritornello, a meno che il salmo non sia cantato o recitato per intero senza ritornello. Ma perché il popolo possa più facilmente ripetere il ritornello, sono stati scelti alcuni testi comuni di ritornelli e di salmi per i diversi tempi dell’anno e per le diverse categorie di Santi. Questi testi si possono utilizzare al posto di quelli corrispondenti alle letture ogni volta che il salmo viene cantato. Se il salmo non può essere cantato, venga proclamato nel modo più adatto a favorire la meditazione della parola di Dio.
Al posto del salmo assegnato nel Lezionario si può cantare o il responsorio graduale tratto dal Graduale romanum, oppure un salmo responsoriale o alleluiatico dal Graduale simplex, così come sono indicati nei rispettivi libri.

Se poi approfondiamo ulteriormente, nell’Ordinamento delle letture della Messa (1981) leggiamo:

19. Il salmo responsoriale, chiamato anche graduale, essendo “parte integrante della liturgia della Parola” ha grande importanza liturgica e pastorale. […]

20. Il salmo responsoriale di norma si eseguisca in canto. Ci sono due modi di cantare il salmo dopo la prima lettura: il modo responsoriale e il modo diretto. Il modo responsoriale che è quello, sempre che sia possibile, da preferirsi, allorché il salmista o il cantore del salmo ne pronunzia i versetti, e tutta l’assemblea partecipa col ritornello. Il modo diretto, allorché il solo salmista o il solo cantore canta il salmo e l’assemblea si limita ad ascoltare, senza intervenire col ritornello; o anche allorché il salmo vien cantato da tutti quanti insieme.

21. Il canto del salmo o anche del solo ritornello è un mezzo assai efficace per approfondire il senso spirituale del salmo stesso e favorirne la meditazione.
In ogni singola cultura si devono usare tutti quei mezzi che possano incoraggiare il canto dell’assemblea, ivi compreso, in modo particolare, l’uso delle facoltà previste a questo scopo nell'”Ordo lectionum Missae” circa i ritornelli da usare nei vari tempi liturgici.

Ritengo sia sufficiente questa poca documentazione per impegnarsi a cambiare modo operativo nelle nostre comunità almeno con il canto del solo ritornello.

È possibile annoverare anche il ministero del Salmista, ma di questo parlerò nei prossimi articoli.

Propongo un bell’esempio di come viene cantato sempre il salmo responsoriale nella cattedrale Notre-Dame di Parigi.

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