«Si è più beati nel dare che nel ricevere». San Paolo, negli Atti degli Apostoli, ricorda quel che Gesù ha consegnato in eredità al mondo e non c’è “citazione” migliore, ripresa proprio ieri, sabato 9 aprile, da papa Francesco, per descrivere l’emozione che più di tutte, al termine dell’udienza in piazza San Pietro, in occasione del 50esimo anniversario della Federazione italiana settimanali cattolici (leggi Qui), ha scaldato il cuore dei partecipanti partiti in pellegrinaggio da Macerata (Qui il servizio a loro dedicato).

12931013_10206493583121474_5243851421083570123_nElia Pepa, 6 anni di energia e dolcezza, e la sua mamma Paola Lambertucci, assieme ad una parente, si sono iscritti quasi all’ultimo momento, per sostituire un’altra coppia di partecipanti impossibilitati a venire. Un passaparola immediato nella parrocchia Santa Maria della Pietà, nel quartiere Le Grazie di Recanati, dove la famigliola, composta anche da babbo Emanuele e dalla sorellina più grande, Veronica, è conosciutissima (la ditta Pepa è impegnata da anni nel settore dei trasporti). Elia, l’amore di casa, è seguito costantemente con grande attenzione, e il sogno di vedere da vicino il Papa inizia pian piano a far breccia.

«Il passeggino lo portiamo? Ci sarà caos? Il Papa saluterà i bambini “come” lui?». Sì, perchè Elia è affetto da sindrome di Down e, in pochi giorni, le domande si affastellano in testa. Tramite l’interessamento dei vertici Fisc, nasce così il desiderio di fare un dono a questo piccolo che, per tutta la comunità parrocchiale, rappresenta una vera “mascotte”.

Sono la sua naturalezza e la sua vivacità, infatti, a strappare un sorriso e tutti ricordano il legame d’affetto, speciale e vivissimo, che univa Elia a padre Raffaele De Fulvio, per nove anni alla guida della parrocchia recanatese e attualmente in servizio a Bari. A lui, che lo ha visto crescere, il bambino si affidava con una genuinità capace, ogni volta, di divertire e commuovere: spesso, dopo la messa domenicale, bastava un semplice accenno del parroco perchè Elia corresse da lui in uno dei suoi slanci affettuosi.

Padre Raffaele con Elia
Padre Raffaele con Elia

Ed è stata quella stessa spontaneità, ieri mattina, ad inumidire gli occhi di Paola e degli altri pellegrini presenti che mai avrebbero immaginato una sorpresa tanto particolare, trasformando uno scatto in una storia da raccontare.

Al termine dell’udienza generale e del baciamano ai vescovi, infatti, come da prassi il Papa è sceso sotto il sagrato della basilica, dove, assieme ad altre mamme e ragazzini disabili, era seduta anche Paola.

Elia appoggiato su uno dei piloni, attende paziente quell’«uomo vestito di bianco», robusto e dal fare bonario, che aveva già visto in televisione. Il rispetto è lo stesso che aveva nei confronti del suo amico sacerdote, tra i banchi della sua parrocchia.

Francesco si avvicina alla folla che lo acclama e lo chiama per nome. Il Pontefice si volta e lo sguardo cade su quel giubbino blu e gli occhialini che lo scrutano e lo aspettano. Poi, l’incontro, sigillato dalla fiducia immediata con cui il piccolo accoglie l’invito del Papa: la medesima che aveva per padre “Raffa”, secondo il filo della sensibilità umana e delle circostanze provvidenziali di cui spesso gli eventi, come questo, sono intessuti.

(foto L'Osservatore Romano)
(foto L’Osservatore Romano)
(foto L'Osservatore Romano)
(foto L’Osservatore Romano)

Il Santo Padre, infatti, facendogli un cenno, tende la mano ad Elia che, per nulla spaventato, proprio come faceva con il suo amato parroco ricambia un gesto che sa di tenerezza autentica: non esita un istante e corre dal Papa, agitando felice le manine. Bergoglio si china, il piccolo lo bacia sulla guancia e si incammina con lui, che prosegue il giro delle benedizioni (qui il video del momento pubblicato su Facebook). Nessun imbarazzo ma, piuttosto, una complicità istantanea, come un nonno verso il proprio nipotino, a conferma di quel feeling ormai accertato con cui il Papa argentino accarezza i bambini e i malati.

(foto L'Osservatore Romano)
(foto L’Osservatore Romano)

È un attimo, ma tanto basta a far uscire le lacrime a Paola e non solo, mentre babbo Emanuele e gli altri familiari, da casa, grazie ai social network, condividono questo regalo imprevisto. Inizia subito il tam-tam di foto, post e commenti sulla scena, e il senso di festa, si fa ben presto “contagioso”.

Paola + Elia
Elia con la madre, Paola Lambertucci, in piazza San Pietro

«Ero talmente emozionata e non so nemmeno come sono riuscita a registrare quel momento attraverso il tablet – racconta la mamma in pullman, ancora piacevolmente frastornata dalla felicità e consapevole di essere, assieme a suo marito, al centro di una “notorietà” impensata – e mai avrei creduto che potesse verificarsi un’occasione del genere. La gioia che provo come madre è indescrivibile. Il grazie da parte mia e della mia famiglia, dunque, va a chi ha permesso questo incontro. Quando il Pontefice è sceso nella piazza ho pensato di lasciare libero Elia, incuriosita dal suo comportamento. La tranquillità con cui ha vissuto il momento e anche gli attimi successivi all’incontro con Sua Santità mi ha colpita. Prima di partire per il Vaticano gli avevo spiegato chi fosse il Papa, temendo che l’incontro potesse generare nel bambino una reazione negativa. Invece, ho visto in quell’abbraccio così naturale un “segno”. Come con padre Raffaele, che ci è sempre stato vicino, esattamente con Francesco, infatti, Elia ha mostrato la stessa semplicità che ci ha commossi: non dimenticheremo mai questa giornata».

«Non dimenticheremo mai questo incontro così speciale con il Papa, segnato da una naturalezza che ci ha commossi», racconta mamma Paola

 

(foto L'Osservatore Romano)
(foto L’Osservatore Romano)

Ci sono vescovi illustri, personaggi noti, una piazza colorata da migliaia di cappellini rossi simbolo della ricorrenza giubilare, ma è Elia ad incarnare il significato più vero di questo pellegrinaggio fatto di fede, amicizia e sensibilità, dove, ancora una volta, si è potuta sperimentare la straordinaria ricchezza di questo Pontefice che negli “ultimi” vede i primi.

Il post pubblicato su Fb da padre De Fulvio dopo la bella sorpresa di ieri
Il post pubblicato su Fb da padre De Fulvio dopo la bella sorpresa in Vaticano che ha visto protagonista il piccolo recanatese

A Roma come a Recanati, amici vicini e lontani, animi diversi ma uniti da uno stesso ardore che si scioglie di fronte alla bontà racchiusa nelle azioni più semplici hanno partecipato alla contentezza indescrivibile di questa famiglia che conserverà per sempre un ricordo ineguagliabile, impresso negli occhi e nella memoria.

Uno stato d’animo condiviso anche dal giovane passionista che tramite Facebook ha manifestato il forte legame con Elia e la commozione per questo eccezionale evento. «Sei un bambino unico – scrive padre Raffaele nel suo profilo – a cui il Signore ha dato da sempre un grande dono: avere occhi puri da poter vedere ciò che gli occhi di molti non riescono a cogliere. Continua sempre a portare i tuoi familiari a Gesù che ti ama e ti benedice».

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(foto L’Osservatore Romano)

I sogni accadono e, se crediamo, nulla accade per caso. Come ieri il sole benaugurante è stato più forte dell’attesa pioggia, così la purezza dell’animo, da cui il mondo degli adulti avrebbe molto da imparare, è e sarà capace di vincere ogni limite.

Basta guardare il sorriso di Elia, piccolo, grande esempio di vita.

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