Macerata: continua l’evangelizzazione per il Cammino Neocatecumenale

Seconda domenica per «La Grande Missione delle 100 piazze»: alcune testimonianze concrete

Il 10 aprile a Macerata si è ripetuta in seconda giornata l’iniziativa del Cammino Neocatecumenale “La Grande Missione delle 100 piazze”, che in queste domeniche successive alla Pasqua si sta svolgendo contemporaneamente in molte città d’Italia e del mondo (leggi l’articolo). La missione ha avuto luogo in diverse “piazze”, ai giardini Diaz, organizzata dalle parrocchie dell’Immacolata e dei Cappuccini, e nel piazzale antistante Palazzo Torri, portata avanti dal Duomo e da San Francesco.

«Cristo è vivo!», è questo l’annuncio che i fedeli delle parrocchie hanno voluto trasmettere agli altri, e lo hanno fatto con le chitarre, cantando, ballando, pregando insieme e dando testimonianza diretta dell’intervento di Dio nella loro vita. Lungo corso Garibaldi, due sono stati i fratelli che hanno parlato del loro incontro con Cristo, una donna adulta e un giovane ragazzo, entrambi con esperienze molto forti.

«Il mio matrimonio stava fallendo – spiega la donna – ed io non riuscivo a vivere nella storia che avevo. Poi un giorno qualcuno mi ha portato questo annuncio, come noi stiamo facendo oggi, l’annuncio che Cristo mi amava così com’ero e che potevo essere felice. All’inizio sono andata ad ascoltare le catechesi per curiosità, tanto per fare qualcosa. Poi ho incontrato Gesù, che attraverso questo cammino di fede mi ha ridato la dignità di donna, di moglie e di madre». Si tratta indubbiamente di parole forti, che testimoniano come Dio abbia cambiato nel concreto la vita di questa signora, ricostruendo lei e il suo matrimonio, e aiutandola anche a trasmettere la fede ai suoi figli e ai suoi nipoti.

«Gesù, attraverso questo cammino di fede, mi ha ridato la dignità di donna, di moglie e di madre»

Uno di loro è Luca, un ragazzo di diciotto anni che all’interno della celebrazione dei vespri ha voluto raccontare come sia arrivato a conoscere Gesù Cristo fin da bambino: nel 2001, infatti, la sua fu una delle tante famiglie inviate da San Giovanni Paolo II in missione. Furono mandati in Camerun, una realtà molto difficile in cui vivere; nonostante tutto non hanno mai perso la fede.

Luca Pianesi
Luca Pianesi

«Io sono il primo di sei fratelli – racconta Luca – e avevo solo quattro anni quando ci siamo trasferiti in Africa. Per me vivere lì era molto difficile, specie perché avendo la pelle bianca non eravamo accettati. I miei genitori mi hanno trasmesso la fede fin da bambino, e per la missione hanno lasciato il lavoro, la casa, ogni cosa. Abbiamo sperimentato davvero la Provvidenza di Dio, perché nonostante non avessimo nulla, grazie agli aiuti dei fratelli di comunità dei miei genitori non ci è mai mancato niente: la Chiesa ha provveduto a noi».

La missione va avanti per diversi anni, finché il padre di Luca, Andrea, si ammala di una malattia molto rara, la malaria cerebrale, e nel giro di una settimana sale al cielo a soli trentacinque anni. A seguito di questo evento, tutta la famiglia torna in Italia definitivamente e ricomincia a vivere da zero.

«In quel momento ero profondamente ribellato verso Dio – continua Luca – pensavo: che Dio è uno che toglie il padre ai suoi figli? Tu parti in missione in Africa per evangelizzare e muori, che senso ha? Ho vissuto un’adolescenza molto travagliata, in profonda crisi con me stesso, con gli altri e nella fede. Ma alla fine è vero che se il Signore toglie, il Signore ti restituisce. Lui è stato davvero fedele: qualche anno dopo mia madre ha conosciuto Alberto e si è risposata. Dio mi ha donato un padre santo, che si è preso carico di una donna con sei figli e l’ha aiutata a crescerli e a trasmettergli la fede. Per questo – conclude – fermatevi per cinque minuti, ascoltate questo messaggio. La felicità esiste: se ci si affida al Signore, se gli si permette di entrare nella nostra vita lui la porta avanti, la trasforma, e nella sofferenza non ci lascia mai soli».

«Alla fine è vero che se il Signore toglie, il Signore ti restituisce.
Lui è stato davvero fedele»

La missione del Duomo e di San Francesco continuerà domenica prossima, il 17 aprile, dalle ore 18.30, in piazza Cesare Battisti.

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