Martedì 12 e mercoledì 13 aprile Macerata e Tolentino ospiteranno un importante convegno internazionale di approfondimento sulla figura dell’umanista tolentinate Francesco Filelfo. Il convegno, che prevede la presenza di studiosi europei del periodo umanista, si inserisce in un piano di collaborazione tra università europee, iniziato nel 2012 quando il MIUR ha finanziato un progetto relativo a Francesco Filelfo, una delle più grandi personalità culturali di Tolentino. Tra i partecipanti, oltre all’Università di Macerata, quali capofila nazionale, le Università di Milano Statale, Pisa, Venezia, Ca’ Foscari, l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento di Firenze, il Warburg Institute di Londra e la Biblioteca Filelfica di Tolentino.

Si conclude con tale convegno di alto rilievo scientifico e culturale un progetto che ha posto al centro dell’attenzione, in una prospettiva europea e internazionale, Tolentino quale terra natale dell’umanista. Fondamentale ai fini del progetto è stata la collaboraizone con la Biblioteca Filelfica che ha messo a disposizione l’ingente patrimonio relativo all’umanista in essa conservato.

Al convegno di studi parteciperanno relatori di grande spessore scientifico selezionati dalla prof.ssa Silvia Fiaschi, in qualità di responsabile scientifico nazionale del progetto di ricerca. Il titolo del convegno è «Filelfo, le Marche, l’Europa», e avrà luogo martedì 12 aprile nella biblioteca statale di Macerata dalle ore 14.30, mentre l’auditorium della biblioteca Filelfica a Tolentino ospiterà la seconda parte del convegno mercoledì 13 aprile dalle ore 9.30.

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Francesco Filelfo

Francesco Filelfo fu, sicuramente, fra i più versati umanisti del sec. XV, e indubbio punto di riferimento e di richiamo per i contemporanei. Lo testimoniava, già alla fine del Quattrocento, Paolo Cortesi nel «De hominibus doctis», dove, accanto alla constatazione dei non pochi difetti umani del Filelfo, gli riconosceva pregi intellettuali, e soprattutto il ruolo di straordinario mediatore fra Occidente ed Oriente, fra cultura latina e cultura greca. Proprio questi appaiono essere i meriti maggiori della lunga vicenda culturale e letteraria del letterato tolentinate, un uomo fortemente immedesimato nel suo tempo. Egli fu, infatti, suggestionato da una prepotente volontà di affermazione, che lo pose in polemica con molti altri umanisti, caratterizzando, spesso con grandi tensioni, il suo soggiorno nelle città in cui visse ed operò.

E se si scagliò contro politici ed intellettuali che in qualche modo si opponevano alla sua irruenza e alla sua carica polemica, dovette allo stesso tempo subire gli attacchi, spesso altrettanto violenti, dei suoi avversari: dal Bracciolini al Decembrio, da Galeotto Marzio a Lodrisio Crivelli. Nella scelta della lingua predilesse il latino e il greco, ma utilizzò ampiamente anche il volgare, seppure in conformità alla diffusa mentalità umanistica formalmente disprezzato, come appare da alcune ben precise testimonianze. Così, in una lettera a Marco Aureli, confessa di servirsi della lingua volgare per quegli argomenti di cui riteneva non essere necessario tramandare il ricordo ai posteri.

La dott.ssa Silvia Fiaschi, ricercatrice all’Università di Macerata, riassume così l’importanza e il valore dell’umanista tolentinate: «Per le sue straordinarie competenze nell’ambito delle lingue classiche, Filelfo costituisce certamente un modello di rigore metodologico, soprattutto per lo sforzo di indagare intorno alle parole, alla loro storia, alle loro valenze, alla loro correttezza formale, cioè proprio nel terreno in cui si racchiude il senso più profondo della filologia. Ed oggi, in un’epoca di approssimazioni, di uso improprio e distorto delle parole (dalla politica alla pubblicità), conoscere e lavorare su questo autore (e, più in generale, sull’Umanesimo), rappresenta senz’altro una valida occasione di studio e di riflessione».

La partecipazione al Convegno riconosce crediti formativi alle classi di laurea in lettere, storia, filosofia, beni culturali e turismo.

In allegato l’intero programma del convegno

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