A Recanati il 1° maggio in ricordo dello sciopero delle filandaie del 1901

Tutta al femminile la Festa del lavoro e dei lavoratori di quest'anno ricordando, tra l'Ottocento e il Novecento, la prima azione di protesta della classe lavoratrice in città

Quest’anno la Festa del lavoro e dei lavoratori a Recanati si tinge di rosa. Per celebrare questa importante ricorrenza che ogni anno coinvolge la maggior parte delle nazioni del mondo, la scelta dell’Amministrazione è caduta infatti sulle filandaie recanatesi, che, tra la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento, scesero in sciopero.

«Le lotte operai per avere più diritti e una condizione di vita migliore non furono appannaggio solo degli uomini – afferma Rita Soccio, assessore alle Cultureche ha fortemente voluto questo riconoscimento – qui a Recanati abbiamo uno straordinario esempio di donne operaie che nel 1901 ebbero il coraggio di costituirsi in comitato e proclamare uno sciopero contro la proprietà, per protestare contro le durissime condizioni e turni di lavoro a cui erano sottoposte. Ricordare queste lavoratrici è un nostro dovere e anzi invito tutti i cittadini che hanno avuto una filandaia in famiglia a partecipare anche con dei ricordi a questa importante giornata».

emilio-gentilini-piazza-mastai-l-ultima-lavandaiaLe filandaie di Recanati, che lavoravano nell’opificio di proprietà Carfagna, presso l’ex convento di San Francesco, nel rione Mercato, inaugurano (insieme alle setaiole di Jesi ed Osimo) la stagione degli scioperi nelle Marche, tra la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento. Anche se lo sciopero dura solo pochi giorni ed ottiene parziali risultati, va ricordato che esso fu la prima azione di protesta della classe lavoratrice a Recanati. Ad appena un mese dalla mobilitazione, inoltre, nasce per la prima volta in città una lega (come si chiamavano a quel tempo le prime forme di associazioni sindacali): la lega di resistenza delle filandaie, la prima in provincia di Macerata.

Subito dopo la Grande Guerra, su iniziativa del maestro socialista Angelo Sorgoni, le filandaie di Recanati, insieme a quelle di Osimo, Jesi ed altri centri marchigiani, aderivano alla Federazione Nazionale Tessile. Molti documenti sono conservati presso l’Archivio della locale Società Operaia che, nel 2004, si è fatta carico della pubblicazione del libro «Pagine di storia recanatese: giustizia ed umanità per le filandaie», a cura della professoressa Iliana Menghini.

Inoltre, l’8 marzo scorso, Nikla Cingolani, nell’ambito della manifestazione «Incantevole espressioni d’Oriente», ha riproposto il tema in occasione della festa della donna: la relazione dal titolo «Sorelle di lavoro – Storie femminili di lotta e mutuo soccorso» è stata tenuta dal professor Paolo Coppari, sulla base del volume sopra citato e dei saggi sulle lotte operaie e contadine nel maceratese, dallo stesso pubblicate negli ultimi decenni.

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