L’ultimo Premio Collevario alla memoria di Jader Pojaghi

Intervista ad Alberto Borri, tra i promotori dell'iniziativa giunta alla 30^ edizione

Jader Pojaghi

Da Jader Pojaghi a Jader Pojaghi. Il Premio Collevario chiuderà nel 2016, a meno di ulteriori sorprese, la sua trentennale storia nel nome di chi ne è stata la sua storica presidente di giuria per ben 28 edizioni. L’iniziativa, nata nel 1987 per volontà della parrocchia Buon Pastore (leggi qui l’articolo) di Macerata, grazie all’impegno del parroco, don Elio Borgiani, e del locale Circolo Acli presieduto da Alberto Borri, è riuscita a contribuire, nel corso degli anni, alla vita culturale non soltanto del quartiere, all’epoca in espansione, ma dell’intera città.

Alla sua prima edizione, infatti, aveva aderito al Premio Collevario anche l’intero Consiglio di circoscrizione, presieduto da Gino Bianco, in modo da testimoniare la volontà della zona di crescere non solo dal punto di vista edilizio. Molte le personalità premiate, capaci di rendere merito al nome della città di Macerata. Tra loro, si ricordano monsignor Ersilio Tonini, l’oncologo Luciano Latini, Nazzareno Sardellini, l’attore Silvio Spaccesi, l’ex sindaco Arnaldo Marconi, il gruppo folkloristico Li Pistacoppi, le giornaliste Lorena Bianchetti e Maria Grazia Capulli e tanti altri.

Da sinistra, Lorena Bianchetti, Paolo Alimento, don Elio Borgiani e Alberto Borri
Da sinistra, Lorena Bianchetti, Paolo Alimento, don Elio Borgiani e Alberto Borri

L’ultima edizione del Premio (con l’ipotesi di realizzare un evento speciale il prossimo anno in onore del compianto professor Alessio Petetta), la statuetta dorata del Buon Pastore, si concluderà oggi, giovedì 14 aprile, alle 21.15, presso il salone delle conferenze della parrocchia Buon Pastore e sarà assegnato proprio alla memoria di Jader Pojaghi, deceduta nel 2014 all’età di 90 anni.

«Dotata di innumerevoli qualità umane e professionali, la professoressa Pojaghi ha svolto per ben 28 anni con spirito costruttivo e collaborativo il ruolo di presidente. La Giuria, le istituzioni fondatrici e tutto il quartiere, con infinita riconoscenza e stima, assegnano alla sua memoria il Premio da lei tanto amato», si legge nelle motivazioni dell’assegnazione che Alberto Borri, nell’intervista concessa a Radio Nuova Macerata, approfondisce per i media diocesani.

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