A Vinitaly grande lustro dei vini marchigiani

Inaugurando a Verona la fiera di Vinitaly (Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati) nella scorsa settimana, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva detto: «Vinitaly compie 50 anni e sono lieto di essere oggi qui per inaugurare, insieme a voi, un’edizione così importante di questa rassegna, che è riuscita nel tempo ad accompagnare, interpretare, favorire la crescita di un grande prodotto italiano, divenuto sempre più vettore e simbolo della nostra qualità, apprezzata nel mondo». Ed i numeri lo dimostrano: oltre 4.100 espositori, in crescita sul 2015, su una superficie che, grazie agli investimenti strutturali realizzati, supera i 100.000 metri quadrati netti, segnando un nuovo record.

Significativa la presenza dei vini marchigiani, come ha detto l’assessore all’Agricoltura Anna Casini: «Il vino è uno dei migliori biglietti da visita della nostra regione, testimone di una crescita qualitativa che ha saputo coniugare il territorio con la straordinaria bellezza del paesaggio. I vini italiani sono sempre più protagonisti sui mercati internazionali e le Marche consolidano la loro reputazione di regione vinicola, con una crescita in valore dell’export di oltre il 65% nell’ultimo decennio.

Il dato dell’esportazione è dunque la punta di diamante, ma è l’intero settore vitivinicolo marchigiano a confermare ed accrescere anno dopo anno la sua particolare vivacità… Il settore, favorito anche dal ricambio generazionale, incrementa infatti le sue azioni innovative, reagisce prontamente al mercato e investe nel vigneto, in cantina e nel marketing per mantenere e consolidare le posizioni acquisite e per aumentare la capacità competitiva delle proprie imprese.

Questa tendenza è sostenuta con convinzione dalla Regione che attraverso i fondi previsti dal Piano di sviluppo rurale 2014-2020 sta incentivando operazioni di aggregazione da parte della aziende al fine di avere la forza per poter giocare un ruolo fondamentale nel commercio internazionale, dove il rapporto tra compratore e venditore deve essere immediato e realizzato con prodotti superiori».

Infatti le 21 denominazioni di origine marchigiane (5 Docg, 15 Doc e 1 Igt) hanno segnato performances positive in Cina, Usa e Giappone. Il Nord Europa (Belgio, Olanda, Germania, Svezia e Inghilterra) rappresenta una importante area di commercio. Le elaborazioni di alcune testate giornalistiche specializzate hanno sostenuto che l’export di vini marchigiani nel periodo gennaio-settembre dello scorso anno ha registrato un incremento del 7% tra il 2014 e il 2015 (2014 euro 33.838.000 – 2015 euro 36.217.000) contro la media nazionale del 5,5%. Nelle Marche i top buyer in valore sono di gran lunga gli Stati Uniti, che rappresentano il 26% delle esportazioni, seguiti da Giappone (9%), Germania (8%), Svezia (8%), Regno Unito (7%), Russia (5%), Canada (5%) e Cina (4%).

Secondo l’ultimo Censimento dell’agricoltura (2010) il comparto regionale conta circa 14.190 aziende su 17.500 ettari di vigneto per una produzione media nell’ultimo quinquennio di circa un milione di ettolitri. Le eccellenze marchigiane si chiamano Verdicchio, Passerina, Pecorino, Biancame per quelli a bacca bianca, mentre per le varietà a bacca nera Lacrima Nera, Vernaccia Nera, Montepulciano e Sangiovese, cui si aggiungono vitigni antichi che sono riscoperti e valorizzati (Garofanata, Famoso).

Vino_Cotto
Vino cotto di Loro Piceno

Tra tutti questi vini un posto d’onore tra le bottiglie nobili della fiera è stato riservato al vino cotto di Loro Piceno, antica tradizione della terra maceratese, come ha sostenuto il presidente della Pro loco di Loro Piceno, Mauro Rossi, per la prima volta a Verona: «Fare sistema e promuovere il territorio sono le attività che la pro loco persegue da sempre, per questo non è voluta mancare a una grande vetrina come il Vinitaly per incontrare il mondo, soprattutto buyer e addetti al settore. Una grande occasione per far sì che i produttori di Loro Piceno possano raccontare le proprie eccellenze, il saper fare, il duro lavoro per produrre qualità, gli investimenti fatti, ma soprattutto abbiano la possibilità di fare squadra per essere ambasciatori di Loro Piceno».

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