Nel suo libro “Scoutismo per ragazzi”, il fondatore Robert Baden-Powell paragona i giovani, o, meglio, gli esploratori, ai cavalieri medieavali e allo spirito che li animava. Un coraggio che viene narrato nella Leggenda Aurea, la quale riporta le gesta del guerriero Giorgio intento a liberare la principessa libica Silene dalla morsa del drago.

Come i cavalieri, una volta scout «lo si è per sempre». Una promessa (leggi qui l’articolo) su cui veglia proprio il patrono san Giorgio, onorato nel fine settimana precedente al 23 aprile, giorno della sua festa liturgica. Esploratori e Guide, ma, in generale, tutti gli appartenenti allo scoutismo cattolico, si danno appuntamento ogni anno per l’evento che caratterizza questo appuntamento: il Campo San Giorgio.

20160416_190834Il 16 e 17 aprile, non poteva mancare all’appello, dunque, in occasione delle celebrazioni per il centenario dalla sua fondazione (leggi qui il programma), il mondo scoutistico maceratese formato dai gruppi Macerata 2, Macerata 3 e Macerata 5, ai quali si sono aggregati quelli provenienti dalla Zona di riferimento: Tolentino, Porto Recanati, Potenza Picena, Porto Potenza Picena, Corridonia, Mogliano, Monte San Giusto, Civitanova Marche 1, Civitanova Marche 2, Civitanova Alta e Monte San Pietrangeli.

L95A4271L’antistadio dell’impianto sportivo Helvia Recina è stato lo scenario di questa due giorni durante la quale è stato allestito un campo formato da oltre 70 tende, un altare per la celebrazione eucarista e un alzabandiera, grazie all’opera di 450 rappresentanti tra Esploratori e Guide e circa 50 capi. Il tema che ha caratterizzato il Campo 2016 è stata la riscoperta del coraggio sull’esempio delle “Aquile Randagie” e dello stesso san Giorgio, ricordando come «lo scoutismo in Italia viene abolito dal regime fascista, ma alcuni reparti scout decidono di non arrendersi e di ricostituirsi clandestinamente. I Reparti clandestini entrano poi in azione nel momento più duro della guerra mettendosi a servizio per l’espatrio clandestino di ebrei e perseguitati politici».

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Mons. Nazzareno Marconi

Sabato 16 aprile, alle ore 18, dopo l’alzabandiera, l’inizio delle attività ha visto gli scout riversarsi nel Centro storico di Macerata con destinazione il parco di Fontescodella (dedicato a Baden-Powell), dove, alle 21, si è svolta la cena e il “gioco in notturna”. Domenica 17, a partire dalle ore 9, la Messa presieduta dal vescovo Nazzareno Marconi e dagli assistenti dei gruppi ha visto anche il saluto del sindaco di Macerata, Romano Carancini, il quale ha espresso ai presenti la sua richiesta di «portare sempre alti i valori dello scoutismo, non solo ai grandi raduni ma anche come singoli cittadini». Alle 15, i giovani hanno dato aperto l’organizzazione delle attività da svolgere intorno all’antistadio prima dell’ammaina bandiera.

Il sindaco Romano Carancini tra gli scout
Il sindaco Romano Carancini tra gli scout

«Agli scout, Baden-Powell raccomanda non tanto la persona del Santo in sé, quanto i principi e le qualità che egli impersona e rappresenta – affermano gli organizzatori del campo -, in particolare, intende incitare ogni scout e guida ad impegnarsi, con cuore saldo e gioiosa fiducia, come ha fatto san Giorgio, ad aiutare gli altri, a mettersi a loro disposizione, a servizio dei poveri e degli indifesi. La sua vittoria sul drago simboleggia la lotta contro il male, il drago della Tentazione, delle difficoltà, delle avversità, che ogni uomo incontra nella propria vita – continuano -, la lotta per il bene contro il male, che ogni uomo deve sostenere saper fronteggiare, se vuole seguire con fedeltà Gesù Cristo».

L95A4283Prima della conclusione del Campo San Giorgio, gli scout hanno voluto condividere con tutti i partecipanti la lettera inviata da don Giovanni Barbareschi, fondatore dell’Oscar (Organizzazione Soccorso Cattolico Antifascisti Ricercati), organizzazione che portò in salvo in Svizzera migliaia di persone, preparando per attivisti e beneficati (antifascisti, ebrei, prigionieri alleati rimasti dietro le linee) i documenti falsi per circolare fino al momento degli espatri. All’opera partecipano anche alcuni scout clandestini delle “Aquile Randagie”. «Avrei una parola sola con la quale terminare questo messaggio – scrive don Giovanni -, amate la vostra libertà e sappiate che non ci sono liberatori, ci sono solo persone che si liberano. Solo voi potete costruire la libertà della vostra persona. Buona Strada!»

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