Da venerdì 22 aprile alle ore 18 presso l’auditorium della biblioteca Filelfica di Tolentino avrà inizio il ciclo di incontri filosofici dal titolo “Il bello, il brutto e il cattivo”. Il primo di essi, “L’eleganza del bene e le seduzioni del male: dialogo con Aristotele”, vedrà protagonista la professoressa Arianna Fermani, docente di filosofia antica all’Università di Macerata. Il ciclo proseguirà fino al 3 giugno, e si concluderà con l’intervento del professor Marcello La Matina, docente di filosofia e teoria dei linguaggi all’Università di Macerata, che rifletterà sul tema “L’Europa sparita. Cosa resta dell’Europa cristiana d’Oriente?” (qui la presentazione degli incontri).

Moccheggiani
La direttrice della biblioteca Filelfica di Tolentino, Laura Mocchegiani

A Laura Mocchegiani, direttrice della Biblioteca Filelfica, abbiamo chiesto spiegazioni in merito.

Che cos’è il Bello e che cos’è il Brutto? Ci sono criteri per dire se una cosa è bella o brutta? E se ci sono devono essere “condivisibili”?
Si tratta solo di alcune delle domande, ineludibili ed impellenti, che l’uomo si è posto sin dall’inizio dei tempi; contemporaneamente, però, risultano essere straordinariamente attuali. Da qui nasce l’esigenza di un confronto pubblico “non accademico”, anche se di volta in volta interverranno dei docenti universitari. Certe cose non esistono finché non vengono raccontate. La filosofia non è fatta di verità indiscusse, di sistemi metafisici, dove i conti tornano sempre; se così fosse, non servirebbe a nulla. La filosofia è sempre e solo un pensiero critico per spiegare “il bello”, “il brutto” ed il “cattivo”, la gioia e la finitezza dell’essere umano. Per questo si fa filosofia, e chi la fa, ogni volta in modo personale, racconta sempre la stessa storia, le stesse paure.

Come si articolano le discussioni?
Il progetto si articola in sette incontri, che si svolgeranno nei mesi di aprile, maggio e giugno. Ognuno di essi sarà avviato da un docente “perturbatore/provocatore”, che avrà il compito di delineare le coordinate principali di ogni tema, dando vita ad una serie di domande/interventi liberi attraverso cui approfondire e chiarire le questioni già poste e rilanciarne altre.

C’è un filo conduttore in questa serie di incontri?
Il filo conduttore è sicuramente l’obiettivo che ci siamo preposti: perturbare e scuotere gli animi, porre domande e discutere di alcune questioni secondo il modello “filosofo-tafano”, autorevolmente rappresentato dalla figura di Socrate, affinché si possa riflettere sulle molteplici articolazioni e declinazioni di natura etica, estetica, ontologica, gnoseologica e sociologico-politica di alcune nozioni poliedriche, come quelle di “bello”, “brutto” e “cattivo”.

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