Il Movimento dei Focolari in Italia, unitamente a numerose associazioni e vari esponenti della Società Civile – Cisl, Acli, Adiconsum, Caritas, «Città Nuova», Movimento politico per l’unità e molti altri, di cui il quotidiano «Avvenire» si è fatto  autorevole portavoce (leggi l’articolo di Avvenire) sostiene con forza lo Slot Mob nazionale che avrà luogo il 7 maggio prossimo a Roma. Manifestazione, questa, già segnalata da «emmausonline (leggi l’articolo) nella quale verrà, tra l’altro, lanciato il Manifesto che chiede di togliere la gestione dell’azzardo in concessione alle società commerciali. Molteplici organismi sono da qualche tempo impegnati nell’attività di contenimento e denuncia – negli ultimi mesi oltre 150 gli eventi promossi spontaneamente in tutta Italia – degli effetti perversi che la diffusione del gioco d’azzardo istituzionale e delle macchinette mangiasoldi (dette slot machine) sta seminando nelle famiglie italiane, immiserendole e rendendo schiave del gioco migliaia di persone.

A tal riguardo, riportiamo alcuni passaggi di un documento, che spiega le ragioni del sostegno all’iniziativa SlotMob da parte del Movimento dei Focolari, documento diramato in occasione della Conferenza stampa presso la Camera dei deputati, il 12 aprile scorso:

«Come è stato detto, il gioco d’azzardo è una patologia sociale frutto di una cultura individualista e sostenuta da logiche finanziarie di accumulo di denaro. Abbiamo constatato quanto le nostre città siano deteriorate da questi stili economici, sociali e culturali.

Il Movimento dei Focolari, sebbene sia composto da persone di tutte le culture e convinzioni, affonda le sue radici nel Vangelo e da lì ha tratto una spiritualità decisamente orientata all’amore del prossimo […], nata in una città, Trento, nel pieno della Seconda guerra mondiale […]. L’intento della fondatrice dei Focolari, Chiara Lubich, e di quanti con lei hanno dato vita a questo Movimento, era agli inizi proprio quello di risolvere il problema sociale di Trento, dove la guerra aveva allargato il fossato tra chi aveva i mezzi per vivere e chi no. Non avevano mezzi per farlo, ma una prassi derivata dal Vangelo: quella di condividere il poco che si aveva in cibo, vestiti, disponibilità economiche, con chi possedeva ancora meno. Una prassi che, forse, può essere una risposta ai mali sociali della nostra società, gioco d’azzardo compreso.

Oggi come allora il nostro sguardo come Movimento si posa senz’altro dove c’è una fragilità, un rapporto reciso, una logica sociale di iniquità anziché di condivisione, di esclusione e solitudine anziché di inclusione, di solidarietà, di fraternità, come nel caso del gioco d’azzardo. [Perciò] ci piace e condividiamo il metodo dello SlotMob, sostanzialmente positivo, che sostiene e premia i comportamenti civici virtuosi degli esercizi che rifiutano le slot nei loro locali. Sottolineare il positivo lo rafforza e lo amplifica, rende più sano il tessuto sociale.

Ci sembra doveroso impegnarci per arginare questa piaga perché, come dice Papa Francesco«come il bene tende a comunicarsi, così il male a cui si acconsente, cioè l’ingiustizia, tende ad espandere la sua forza nociva e a scardinare silenziosamente le basi di qualsiasi sistema politico e sociale, per quanto solido possa apparire» (Evangelii gaudium n. 59).

Può sembrare una battaglia persa e ingenuo pensare di attaccare i poteri forti. Ma siamo abituati a vedere persone con grande resilienza, capaci di costruire rapporti veri e cellule di un corpo vivo e attivo. Conosciamo, perché ne abbiamo fatto più volte l’esperienza, quanto le minoranze attive abbiano la capacità di intervenire in modo significativo. È il protagonismo non di singoli ma di un corpo sociale. Come sostiene il papa: «Si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finché fruttifichino in importanti avvenimenti storici. Senza ansietà, però con convinzioni chiare e tenaci» (ibid., n. 223)».

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