Questa sera, giovedì 21 aprile, alle ore 21 il film «Homeward bound. Sulla strada di casa» farà il suo debutto internazionale all’interno del Crossing Europe Film Festival di Linz. Il film è frutto di un progetto cinematografico che ha coinvolto un gruppo di ragazzi che vivono all’interno di quel controverso mondo multiculturale e multietnico rappresentato dall’Hotel House di Porto Recanati. Duemila persone – più di 400 gli adolescenti – provenienti da almeno 40 nazionalità diverse convivono nel grattacielo di 17 piani. E sono ragazzi anche i protagonisti del film scritto e diretto dall’antropologo e documentarista recanatese Giorgio Cingolani, e da Claudio Gaetani, docente dell’Università di Macerata, al quale abbiamo rivolto alcune domande.

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Claudio Gaetani durante le riprese del film

Cosa significa veder promosso il vostro film in un festival così importante come il Crossing Europe?
Dopo due anni dalle riprese «Homeward bound. Sulla strada di casa», il film che io e Giorgio Cingolati abbiamo realizzato all’interno dell’Hotel House, finalmente vede la luce. È stato un lavoro lungo e complicato perché realizzato senza finanziamenti e anche perché nel corso delle riprese spesso le situazioni cambiavano all’interno dell’Hotel House. Il film racconta storie che vengono da quel palazzone e sono raccontate dagli adolescenti che vi vivono. È una storia di ragazzi: viene quindi mostrato il loro punto di vista e le opportunità in negativo e in positivo che quel luogo offre loro. Infatti l’Hotel House viene sempre inquadrato secondo una dimensione piuttosto negativa, invece pochissimi sanno che in quella città verticale moltissime sono le cose in positivo che avvengono. 

Questa, quindi, la spinta a realizzare un film all’interno della controversa realtà dell’Hotel House?
Sì. Nonostante l’attività legata al doposcuola, alla solidarietà reciproca, alle varie attività, alle storie di integrazione tra le varie comunità, purtroppo la situazione viene sempre inquadrata in modo negativo dall’opinione pubblica, a volte anche a fini sensazionalistici. Invece noi abbiamo portato in quel posto il cinema, valorizzando tutti gli aspetti positivi. Ed è una bella soddisfazione l’aver condotto in porto l’impresa.

Avete davvero portato “il cinema” all’Hotel House?
Non è una parolona esagerata perché finalmente il film comincia ad essere preso in considerazione dai festival. Ho piacere di ricordare inoltre che alcuni dei giovani attori di “Homeward bound” hanno partecipato a un videoclip realizzato per i “lettera 22”, girato per il singolo “continentale”, il quale all’anteprima sul sito di Repubblica ha avuto moltissime visualizzazioni. Per loro è stato un risultato davvero inaspettatoessere giunti  fin qui. Speriamo che questa esperienza riesca a portare a questi ragazzi qualcosa in più, anche se già questo è un ottimo risultato.

A che punto è la distribuzione?
Il film ancora deve trovare una sua propria distribuzione. Invito a visitare alla pagina Facebook collegata al film, che condivide il titolo con una celebre canzone di SImon&Garfunkel: “Sulla strada di casa”, per essere costantemente aggiornati sul film e sulla sua promozione. Ci riempie di gioia il patrocinio che il film ha ottenuto da Amnesty international Italia e speriamo che ciò possa in qualche modo contribuire a ottenere una distribuzione efficace.

Guarda il trailer del film «Homeward bound. Sulla strada di casa»

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