Il senso della Luce nella poesia di Filippo Davoli

Edito da Liberilibri, "La luce, a volte" è l'ultima opera pubblicata dall'autore marchigiano

Scrittore, ricercatore, raffinato poeta e uomo della e per la comunità. Definizioni riduttive per Filippo Davoli, capace di sorprendere il lettore, rivelando, al contempo sia gli aspetti poco considerati dell’arte della scrittura e nuovi intendimenti nello scrivere, sia la storia della poesia e la capacità di lasciar liberi i versi di raccontare nuove storie e partecipate emozioni. Parafrasando il titolo della sua ultima opera (“La luce, a volte”), soltanto come indice cronologico, questa volta è la luce a illuminare la lettura, anche se l’autore, almeno in principio, afferma di non essersi posto l’argomento.

Nella luce ritroviamo il senso religioso, quello culturale o quello prettamente umano, nella sua universalità. Quanti di questi aspetti il lettore può ritrovare nel volume?
In sincerità, non mi sono per niente posto l’argomento. In genere, non scrive a programma o a progetto, si scrive secondo quello che si sente e gli stimoli che ciò che ha davanti gli si realizzano dentro. La luce in questo senso è ciò che permette di avere un discernimento sulle cose, di esercitare un contatto e, dunque, poi anche una ridiscussione. La luce la intendo in questo senso. Chiaramente, in senso religioso, la luce è l’incontro con l’Altro che illumina le cose, che illumina la vita, che dà senso a un esserci, a uno stare nella vita, nel mondo, dove niente è causale, permettendo di riconoscere e di riconoscersi.

La luce è l’incontro con l’Altro che illumina le cose

Da qui il titolo…
“La luce, a volte”, nasce dal fatto che, con la maggiore età ormai raggiunta, questo criterio ottimistico, anche un po’ idealista, di una luce chiara su tutte le cose è sparito, ed è anche normale che sia così. C’è una precarietà che attiene alla vecchiaia che avanza e alla morte che poi arriverà, che, però, è una precarietà che consente un ascolto maggiore. La percezione del proprio limite apre all’ascolto dell’Altro e, dunque, alla visione di quella luce che c’è, ma non sempre, che va ascoltata e catturata perché è proprio come una brezza soave che per essere colta richiede attenzione.

La luce va ascoltata e catturata, ma richiede attenzione

Questo libro di poesie arriva dopo il volume dedicato a un personaggio che ha dato tanto a Macerata, mons. Tarcisio Carboni. Cosa ha caratterizzato questo suo percorso di scrittura?
Dirò di più, non arriva dopo ma in contemporanea, in quanto il libro su Tarcisio Carboni (leggi qui l’articolo) l’ho scritto pregando, perché non era possibile affrontare un uomo della sua statura morale, senza pregare. L’ho scritto nel tempo di due mesi, anche se prima c’è stato, chiaramente, molto lavoro di ricerca. Mentre i “Destini partecipati”, il mio libro precedente, vedeva pubblicati testi, anche molto vecchi riletti e risistemati, “La luce, a volte” è nato nelle pause avute durante la scrittura del volume dedicato a Carboni, tra la fine di luglio e quella di agosto dello scorso anno.

Il libro nasce nelle pause avute nella scrittura del volume su mons. Carboni

Quali difficoltà ha incontrato?
La cosa più difficile è stata riuscire non ridurre l’eccezionalità di quest’uomo, mons. Carboni, e, al tempo stesso, però, non cadere nella agiografia, cioè nel farlo diventare quasi una figura mitica, perché era un uomo a tutti gli effetti con tutte le sue qualità e anche i suoi difetti o le sue debolezze, ma con una ricchezza, una umanità e una fede elevatissima. Il libro di poesie nasce in mezzo a tutto questo, nei miei bisogni di staccare e, come detto, nelle pause di riflessione che mi sono concesso.

La cosa più difficile è stata riuscire a non ridurre l’eccezionalità di Carboni

libro-davoliDove è possibile reperire “La luce, a volte”?
Per me è un onore aver pubblicato per la prima volta con una casa editrice maceratese, “Liberilibri”, e, con loro, anche la fortuna di aver avuto la prefazione scritta da Massimo Raffaeli, uno dei critici migliori italiani, anche lui marchigiano. Da questo punto di vista per me il traguardo è già raggiunto. Per quanto riguarda invece ciò che fa piacere all’editore, cioè la commerciabilità del prodotto, lo si può trovare in tutte le librerie italiane.

Un traguardo verso una nuova tappa: cosa ha in programma per il prossimo futuro?
Di solito, non riesco a programmare le mie cose. Adesso, chiaramente, avrò un calendario di eventi per la presentazione del libro in giro per l’Italia, ma, a parte questo “dovere”, per quel che riguarda la creatività non faccio mai progetti. Ci sono anche dei momenti di relax, dove mi dedico solo ed esclusivamente al diletto della lettura, dello studio. Qualcosa ovviamente “bolle in pentola”: a dire il vero, un po’ per il mio temperamento, qualche idea nuova bolle sempre in pentola.

Ascolta l’intervista completa concessa a Radio Nuova Macerata:

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