Dal 29 aprile al 1 maggio a Roma è in programma il convegno delle presidenze diocesane di Azione Cattolica: “Il tutto abbraccia la parte: l’Azione Cattolica Italiana nel cammino della Chiesa”, all’interno del quale saranno festeggiati gli 80 anni del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (Mlac). Il movimento nasce nel 1936 da un’intuizione del presidente della Giac (Gioventù Italiana di Azione Cattolica) Luigi Gedda; al ritorno da un incontro internazionale, svoltosi il 9 febbraio 1936 a Bruxelles, parlando delle “specializzazioni” della Giac disse: «I giovani dei campi, delle industrie, dell’artigianato, ecc., faranno parte della categoria Lavoratori. Vi sarà per essi un delegato diocesano; nell’Associazione avremo il Gruppo, con il rispettivo capo».

Da allora sono trascorsi 80 anni in cui il Mlac è sempre stato movimento di “frontiera”, anticipazione di una Chiesa in uscita a fianco dei lavoratori, in uno stile di dialogo e di maturazione responsabile per un continuo confronto con tutte le problematiche del lavoro. Ed alcuni anni più tardi Vittorio Bachelet, presentando il nuovo statuto dell’Azione Cattolica nel 1969, così si rivolse agli aderenti del Mlac: «Voi siete dell’Azione Cattolica coloro che hanno in questo momento, forse, la parte più difficile. E vorrei dire non solo perché voi volete essere nella realtà viva del mondo del lavoro, del mondo operaio, germi cristiani, fermenti di vita cristiana, presenza di Cristo, chiesa viva in questa realtà; ma anche perché per questa stessa vostra esperienza voi siete come una voce, come l’antenna che trasmette le necessità, le esigenze, i problemi, le speranze, la sete di Cristo che è nella realtà in cui voi operate».

Stefano Della Ceca
Stefano Della Ceca, segretario diocesano Mlac

In diocesi il Mlac ha organizzato per sabato 30 maggio una giornata dedicata ai temi del lavoro. Al mattino mons. Giuseppe Orlandoni, presso la Domus San Giuliano a Macerata, parlerà circa la Dottrina Sociale della Chiesa; in serata, invece, è prevista la “Veglia diffusa per il lavoro”. Abbiamo incontrato Stefano Della Ceca, segretario diocesano Mlac, al quale abbiamo rivolto qualche domanda circa l’evento e l’importante anniversario.

Con quale spirito il movimento diocesano Mlac vive questo aniversario?
Come ogni festa è memoria del passato, di chi ha segnato un sentiero attraverso gioie e difficoltà, di chi ha tentato, a volte con più successo altre meno, di realizzare il sogno di un laicato maturo, più presente ed efficace nel mondo, a tutti i livelli. Nonostante il Concilio Vaticano II ancora questo obiettivo è lontano, quindi 80 anni sono molti ma è molta di più la strada da fare e non possiamo permetterci di guardare al passato.

Cosa significa oggi difendere il lavoro?
Significa sentire il pianto e il dolore dei tanti disoccupati, fare nostro questo dolore e cercare, con tutti i nostri limiti, di pensare e proporre soluzioni o almeno di asciugare qualche lacrima. La situazione è drammatica, in alcuni casi il dramma sembra nascosto ma si vedono tante nuove schiavitù e le peggiori sono sempre quelle di chi neanche ne è cosciente! C’è poi un aspetto della ‘difesa’ del lavoro che riguarda anche il suo senso, cioè di luogo e occasione per l’umano di trasfigurare la materia e le relazioni, ossia il modo con cui ognuno di noi attraversa e vive in questo mondo, usando e manipolando ciò che questo gli offre per costruire insieme per noi stessi e per i nostri figli una casa abitabile, magari anche accogliente!

Nella nostra diocesi quale contributo offre il Mlac?
Il MLac della nostra diocesi offre un piccolissimo contributo, una fiammella che riscalda i pochi che ancora “lottano” per cercare una società migliore. Cerchiamo alleati per una sfida che sembra sempre più ardua. Parlare di lavoro ormai è parlare contemporaneamente di politica, economia, giustizia, pace, custodia del creato. Tutto si collega in una visione complessiva ma anche molto complessa. Molti si stancano, altri si spaventano, altri, presi dalle fatiche e preoccupazioni del mondo, sono sempre più lontani da questi temi. Cerchiamo di resistere e di essere noi per primi attenti ai segni dei tempi. Non ci facciamo molte illusioni. Senza un “popolo in cammino” non potrà esserci quel cambiamento che tutti auspichiamo, per ora cerchiamo e speriamo di essere un po’ di lievito.

Quale aiuto il Mlac offre ai giovani?
I giovani sono la nostra prima attenzione e preoccupazione. Sono distratti e alcuni anestetizzati ma, quando a loro è fatta una proposta chiara e seducente, in molti si mettono in gioco e alcuni accolgono la sfida. Con la Pastorale Giovanile Diocesana, l’Azione Cattolica, il Progetto Policoro, la Caritas, gli Scout e altri gruppi ci siamo incontrati per un progetto di orientamento rivolto ai ragazzi delle superiori. Le idee sono valide e vedo un nuovo slancio in alcuni giovani animatori. Ho sentito che anche le Acli stanno lavorando per una nuova formazione rivolta sempre ai giovani. Non è “estate” ma forse una timida primavera si sta facendo avanti… forse i drammi del mondo contemporaneo stanno al tempo stesso svegliando qualche coscienza, forse nelle famiglie qualche genitore sta dando ai propri ormai non più piccoli figli del cibo nuovo, più sostanzioso. Forse… quanto meno spero, è urgente!

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