Prende il via questo pomeriggio, giovedì 28 aprile, dalle ore 17 alla galleria degli Antichi forni la terza edizione dei Caffè filosofici, iniziativa dei Corsi di Laurea in Filosofia e in Scienze Filosofiche dell’Università di Macerata giunta quest’anno alla terza edizione, organizzata da studenti e studentesse, in collaborazione con i docenti dell’ateneo, il Comune di Macerata, la Civica Enoteca Maceratese  e la Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi.

  L’iniziativa è stata presentata ieri mattina in Comune dall’assessore alla Cultura Stefania Monteverde, dalla presidente dei corsi di laurea coinvolti Carla Danani e dagli studenti Martina Genga, Francesca Gatto, Giada Russi, Giada Capasso, Federica Pancotti, Emanuele Cinciripini, Marco Moroni e Fabio Cosmai.

«Questa iniziativa – ha detto la Monteverde –  nasce in un’ottica di rafforzamento di Macerata città universitaria che ha aderito a Unitown, la rete europea di città universitarie lanciata dal Comune di Ferrara e dall’Unife, di cui fa parte anche l’Università di Macerata, con scopo di favorire l’integrazione tra città e università nelle loro molteplici articolazioni, nonché lo sviluppo e la promozione di buone pratiche nel rapporto tra la comunità cittadina e l’ateneo. Sono gli studenti i protagonisti di questa esperienza importante che va ad arricchire il già vasto panorama culturale che Macerata offre».

Lungi dal voler essere un’iniziativa di pochi per pochi, i Caffè filosofici si propongono di coinvolgere non solo studenti, ma anche e sopratutto la cittadinanza con l’obiettivo di dar vita ad un confronto tra generazioni diverse con interessi culturali differenti, attraverso un dibattito che tocchi argomenti e problemi vicini alla sensibilità di tutti.

Ognuno nel partecipare deve sentirsi tutelato nella libera espressione del proprio punto di vista, consapevole del fatto che il dibattito ha una natura costruttiva volta all’arricchimento di tutti i presenti. L’intento è di sensibilizzare il maggior numero di persone possibile e di aprire quest’esperienza alla città per rafforzare la convinzione circa l’importanza di avere luoghi pubblici di discussione faccia-a-faccia.

Gli incontri non si svolgono su temi di storia della Filosofia, ma con preoccupazione filosofica. Ciò che è interessante, nella formula filosofica del dibattito, è meno l’autorità di un esperto che la possibilità, per ciascuno, di proporre agli altri un pensiero che si sottomette alla loro critica e all’ascolto di un’alterità plurale che sorprende e scuote.

Ai partecipanti non è assolutamente richiesto alcun tipo di competenza che sia filosofico, scientifico o tecnico: l’unico prerequisito è la volontà di «portare i propri pareri e quelli degli altri davanti al tribunale della Ragione» (Kant), che è rappresentata dallo spirito critico che vorremmo animasse l’incontro stesso, che non esige una soluzione finale ma una collaborazione alla ricerca. Il gruppo è in questo senso una comunità di ricerca, seppure temporanea, in cui si osa proporre senza mai imporre, in cui si ha bisogno degli altri per modificare il proprio pensiero. Questo pensiero non pretende di essere risolutivo, ma impegnato in un continuo miglioramento di sé, che nasca dal costante rimettersi in discussione.

Sono la riflessione personale nell’ascolto, l’espressione, il confronto il cuore dei Caffè Filosofici. Proprio per questo è stato deciso deliberatamente di organizzare gli incontri fuori dall’ambito accademico, in luoghi pubblici messi a disposizione dall’Amministrazione comunale, per sottolinearne la funzione civica e autoriflessiva.

I luoghi prescelti, per quanto possibile, verranno organizzati in modo tale da eliminare la classica disposizione da conferenza, così da non accentuare la differenza con gli ospiti invitati; che saranno presenti  non per impartire una lezione ex cathedra, ma per portare il loro punto di vista che possa alimentare la discussione che, ci si augura, potrà essere fluida e coinvolgente… infatti i nostri “Caffè Filosofici” si propongono di essere Legami di civiltà…
Proprio “Legami di civiltà” sarà il macrotema che abbraccia i quattro incontri previsti.

Nel tema stesso vorrebbe essere suggerito l’ intento di offrire un terreno comune di dialogo razionale che possa fornire lo spunto per uscire dalle isolate posizioni individualiste, che la nostra società incoraggia, affinché si possano creare buone relazioni, al di là delle differenze, tra esseri umani.

Ospitalità, Resistere, Fiducia e Compassione sono le tematiche scelte rispettivamente per ciascuno dei 4 Caffè Filosofici 2016, in quanto incarnano efficacemente alcune dimensioni basilari dei legami interpersonali.

Al primo appuntamento di domani, con ospiti Roberto Mancini, filosofo, Università di Macerata, Raffaele Tumino, pedagogista Università di Macerata e Luigi Ottani, fotografo e giornalista, ne seguirà un altro il 3 maggio, alle ore 17, a Palazzo Buonaccorsi con Maurizio Migliori, filosofo – Università di Macerata, Matteo Cavalleri, filosofo – Università di Bologna e Roberto Cresti, storico dell’arte – Università di Macerata.

Gli altri due Caffè sono previsti per novembre e dicembre 2016.

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