Ha ripreso a girare sui social network uno spezzone video di una Messa trasmessa in diretta televisiva circa tre anni fa in cui il coro incaricato dell’animazione liturgico-musicale incappa in un incidente di percorso con l’esecuzione incerta del canto del Kyrie in gregoriano: il risultato è un inatteso e improprio falsobordone.

Questo breve filmato, della durata di poco più di un minuto, ha scatenato una variegata e ampia ridda di sfottò, lo stracciarsi delle vesti da parte dei puristi e giù con tutta la lista dei commenti sarcastici e ironici. Leggendoli è stato inevitabile esclamare: “caspita, quanti competenti!”. Di questi “pontefici” ce ne sono tanti, veramente tanti, capaci di vedere e analizzare buona parte delle Messe trasmesse sui canali televisivi generalisti. Non li invidio, perché nei giorni festivi non ho tempo e curiosità per mettermi a vedere o ascoltare la Messa in tv, perché a quell’ora sono impegnato ad animare la Celebrazione Eucaristica: se un direttore di coro o organista liturgici si possono concedere il lusso di ritagliarsi questo tempo, significa che tutto questo impegno poi non ce l’hanno e non possono neanche scusarsi dicendo che hanno avuto modo di visionare in differita la trasmissione a causa dell’ora di pubblicazione dei loro commenti.

Se sono così competenti e – oltre a sembrare numericamente tanti! – hanno tutta questa disponibilità per visionare, valutare, pesare, misurare l’animazione altrui per poi attestare che ciò che loro, invece, riescono a fare è notevolmente meglio, perché nella nostre parrocchie, cattedrali e comunità religiose, l’animazione non è granché?
Se abbiamo questi alti ed eccellenti esempi, perché l’esecuzione di qualità della musica liturgica non decolla? Il repertorio delle giustificazioni è diventata una filastrocca: “abbiamo dimenticato il gregoriano”, “i canti di quel movimento fanno schifo”, “ai miei tempi era meglio”, “bruciate tutte le chitarre”, “hanno distrutto l’organo a canne”, “basta con quell’autore”, “solo musica vecchia”, “hanno dimenticato i giovani” … un noioso ritornello che si rimpallano nostalgici e progressisti.
È poi vero che lo specchio delle nostre animazioni liturgico-musicali sia esclusivamente quel che si ascolta in tv? Certamente è da prendere in considerazione, ma filtrando il risultato, perché durante una messa in onda i tempi sono stretti e contingentati, l’ambiente non è quello di sempre a causa della inevitabile presenza di operatori, attrezzature, impalcature, assistenti alla regia, spesso si subiscono tagli brutali in corso di esecuzione.
Non è un film, non è uno sceneggiato televisivo, non è un documentario del National Geographic; ed allora perché accanirsi tanto, quasi ci trovassimo sugli spalti dello stadio di calcio? Italiani: popolo di santi, navigatori, poeti, commissari tecnici della nazionale di calcio … e direttori di coro liturgico!

Forse un bagno di umiltà non farebbe male a chi pontifica tanto.

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