Alcide De Gasperi ha dedicato la sua vita ad “occuparsi di garanzie”: oggi, “il mondo cattolico dovrebbe riprendere e riformulare questa eredità”. Ne è convinto padre Francesco Occhetta, scrittore de “La Civiltà Cattolica”, per il quale “a partire da quelle radici, possiamo ricostruire”. Intervenendo alla tavola rotonda che ha seguito la proiezione in anteprima del documentario “Mio padre, Alcide De Gasperi”, realizzato da Tv2000, padre Occhetta ha ricordato che “i giovani hanno bisogno di testimoni, che vanno letti, ascoltati, amati”. De Gasperi, ha aggiunto, “è stato un uomo-ponte” che “insegna la moderazione, l’inclusone possibile delle minoranze e l’idea di più Europa”. È stato lui, parlando di Europa, a dire “che dobbiamo liberarci delle scorie del nazionalismo per guardare ai deboli e ai perseguitati”, ha ricordato Marialuisa Lucia Sergio, docente all’Università di Roma Tre. C’è dunque bisogno di guardare alla figura dello statista italiano e al suo impegno politico, soprattutto in un tempo in cui “il grande problema è de-istituzionalizzazione dello Stato e delle strutture di governo”, ha commentato Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo e della fondazione “Casa Museo Sturzo”. “Si è confusa la a-confessionalità dei partiti con un’idea atea di laicità”, ha detto Martinez per il quale questo è “il peggior errore che la storia deve emendare” perché “la laicità in politica esprime la portata dell’idealismo cristiano”.

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