di Paolo Cesanelli

Pulizia lampadari Chiesa della Custodia S.Salvatore

Sono un volontario per la Custodia francescana di Terra Santa. Con l’associazione Romano Gelmini di Rimini vado in Terra Santa due volte l’anno per 15 giorni con un gruppo di circa dieci persone. Ho iniziato nel novembre 2013, un anno particolare per me. Avevo appena accompagnato mia figlia Claudia, 26 anni, al Monastero Trappiste di Vitorchiano dove iniziava il suo percorso di postulandato. Il distacco – non posso negarlo – è stato difficile da accettare e allora lo stare nei luoghi Santi mi è stato di grande aiuto per cominciare a comprendere il senso e il valore della scelta di mia figlia.
In Terra Santa non facciamo lavori sostanziali alle infrastrutture, solo occupazioni semplici e umili, senza sostituirci ai residenti. Con alcune persone siamo anche diventati amici e veniamo apprezzati perché – come ci hanno detto –: «Non venite a comandare ma vi affiancate a noi nelle piccole necessità».

Lavori in Custodia

Parto da qui per raccontare la mia esperienza con l’associazione “Romano Gelmini per i popoli della Terra Santa” che è stata costituita nel 2005 e ha già organizzato 37 missioni, portando in Terra Santa più di 100 volontari.

Nel 2006 Ettore, l’amico che ci coordina, venne chiamato dall’allora Custode dei francescani padre Pizzaballa, a lavorare presso la Custodia a Gerusalemme. Con l’occasione anche noi ci rendemmo disponibili a seguirlo e a svolgere il nostro servizio presso i frati della Custodia – la Custodia di Terra Santa è la “provincia” francescana, voluta già da san Francesco e composta da francescani di tutte le parti del Mondo, con la missione di custodire i luoghi della Redenzione, ndr –, nei luoghi a loro affidati da 800 anni.

Nazareth: pulizia all’Ospedale

Iniziò tutto così, molto semplicemente. Da allora, ogni anno giungono un’ottantina di volontari che donano il loro tempo e le loro energie per aiutare la Custodia di Terra Santa in qualunque lavoro utile. Per compiere lo stesso servizio che tanto avrebbe voluto offrire quell’ingegnere veronese morto improvvisamente, Romano Gelmini, di cui l’associazione porta il nome.

Con quattro turni a stagione, in conventi, scuole, ospedali alcuni ridipingono pareti, altri sistemano i quadri elettrici, altri ancora si dedicano a lavori di carpenteria e saldatura; c’è poi chi si dedica al giardinaggio, e chi alla pulitura degli arredi sacri o del Terra Sancta Museum (che espone le straordinarie collezioni archeologiche e storico-artistiche dei Francescani di Terra Santa, ndr). I progetti a cui collaboriamo si rivolgono alla gente del posto, per aiutarla a riguadagnare consapevolezza del proprio valore di persona, lavorando, portanto a compimento progetti. Questo è un aspetto importantissimo: la nostra testimonianza rende evidente alla popolazione della Terra Santa che l’insegnamento di Gesù è attualissimo e noi volontari, con la nostra opera, ci accorgiamo che non andiamo a insegnare nulla; andiamo a imparare ad amare di più Gesù Cristo, che è il senso, l’Ideale che il nostro cuore desidera incontrare, seguire, servire.

Cena con monsignor Pierbattista Piazzaballa Amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme

Il 2018 è stato il mio sesto anno in quei luoghi e ogni volta non so cosa mi capiterà di fare; a volte mi sono chiesto perché lo faccio, perché non so come finiranno i miei lavori, ma dopo anni ho capito che lo faccio per me, non per un fine. Voglio conoscere come si vive lì, camminare dove ha camminato Gesù, e così lavorando, pregando e convivendo nel “Maria Bambina” di Gerusalemme, la struttura di accoglienza per i volontari, con gente che spesso non conosco, faccio un’esperienza straordinaria.

Nei fine settimana abbiamo la possibilità di visitare più approfonditamente i luoghi di Terra Santa ma l’esperienza più forte non è la semplice visita turistica dei luoghi santi, ma è l’incontro con la gente, frati, le suore e chi da anni vive questi luoghi chiamati anche Quinto Vangelo.

Calle Clarisse: Madre Cristiana e volontari

Oggi, a distanza di circa 15 anni dall’avvio dell’iniziativa dell’associazione Romani Gelmini tanti di noi non vanno in Terra Santa solo per i turni di lavoro, ma ci tornano anche per brevi periodi anche solo per trovare gli amici, per stare con loro, come facciamo con amici in Italia, magari per prendere un caffè, perché l’amicizia è uno dei fatti principali che Gesù stesso ci ha insegnato, è un “tesoro”, che quando lo trovi non vorresti perderlo più e faresti ogni cosa per custodirlo e farlo crescere.

Questa amicizia ha colpito anche tanti amici in Terra Santa i quali, nonostante siano costretti a vivere tra i tanti muri che li circondano, hanno scoperto la libertà del cuore, quella piantina che nessun muro potrà mai  sopprimere. Impressionante è stato scoprire che per noi tutto questo è vero, non solo quando incontriamo gli amici in Terra Santa, ma è vero perché è ciò che il cuore di ogni uomo desidera per sé, in qualsiasi situazione o condizione viva, anche a casa propria. Loro sono circondati da un muro in cemento armato alto otto metri; noi abbiamo tantissimi muri, che non sono in cemento armato ma che sono più alti e più fitti e che impediscono anche a noi di essere liberi, innanzitutto dai nostri pregiudizi. Per questo non andiamo a insegnare niente, andiamo a condividere l’esperienza di un Tesoro che ci è stato donato 2000 anni fa e che ha bisogno di essere sempre riscoperto e custodito, a partire dai luoghi in cui tutto ha avuto inizio e dalle persone che in questi luoghi oggi ancora vivono.

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