Una proposta dopo “i fatti di Macerata”: fare rete, fare sistema

Proprio dalle riflessioni su questi episodi un gruppo di cittadini impegnati nel mondo del Volontariato (Assemblea libere forme associative del Comune di Macerata), del Forum del terzo settore, delle istituzioni e della cultura ha avvertito la necessità di una riflessione sulle cause dei gravi fatti citati

Due orribili fatti delittuosi risalenti al periodo febbraio-marzo 2018, il macabro assassinio di Pamela e la sparatoria di Traini contro immigrati colpiti a caso, hanno profondamente turbato la coscienza degli abitanti di Macerata, la città dove il cardinal Tonini, nel ricevere la cittadinanza onoraria, ricordava di aver trovato il midollo della vita futura: l’humanitas, il senso della famiglia e della comunità, la laboriosa e piccola industria”. Fatti che hanno portato Macerata sulla ribalta internazionale se è vero che la Bbc di Londra, dieci minuti dopo la sparatoria di Traini, dava per seconda la notizia al tg con una dettagliata cartina della città e il Nyt la definiva come città di estremisti.

Proprio dalle riflessioni su questi due episodi un gruppo di cittadini impegnati nel mondo del Volontariato (Assemblea libere forme associative del Comune di Macerata), del Forum del terzo settore, delle istituzioni e della cultura ha avvertito la necessità di una riflessione sulle cause dei gravi fatti citati. E’ nato così il desiderio di incontrarsi, prendendo spunto da un’intervista al prof. Luigi Lacchè ex Rettore Unimc, per interrogarsi sul dramma che la città stava ancora vivendo. Era il 28 maggio e le ferite erano aperte anche perché gli episodi talvolta sconfinavano in episodi di strumentalizzazioni.

L’incontro, che ha subito messo in evidenza la volontà di offrire stimoli per risposte positive da dare alla città, ha suggerito di allargare la proposta ad altri soggetti fortemente interessati al bene della città. Poi altri due incontri, uno il 10 settembre in presenza della nuova Prefetto dott.ssa Iolanda Rolli, l’altro il 24 novembre sotto forma di colloquio comunitario con il Rettore Unimc prof. Francesco Adornato. I tre incontri sono stati l’occasione per una analisi molto ampia e dettagliata ed hanno suggerito la stesura di un Report che verrà consegnato alle autorità della città, Sindaco, Prefetto, Questore, Vescovo, Rettore Unimc, Presidente della Provincia, Camera di Commercio, Portavoce regionale del Forum del Terzo Settore, Presidenti di Fondazioni, Presidente della Regione e parlamentari maceratesi come contributo spontaneo della società civile.

In particolare viene consegnato al Centro interdipartimentale per il Terzo Settore e l’economia civile presso Unimc (Cit e Sec) che si è dato anche il compito di monitorare il mutamento sociale nei prossimi mesi nel nostro territorio. Al Prefetto verrà ribadita la proposta, già scaturita nel dialogo del 10 settembre, di un Tavolo interistituzionale per l’integrazione sociale con la presenza anche di rappresentati dell’associazionismo civico. Tutto questo per arginare e gradualmente portare a soluzione problemi che in parte derivano anche, come si è rilevato, da una certa frammentazione sociale e da un insufficiente raccordo tra Comune, Prefettura, Questura, Università, associazionismo e Terzo Settore, quest’ultimo ben presente in città.

Ne trae origine in sintesi l’idea di suggerire la necessità di fare rete, di fare sistema per prevenire nuove possibili emergenze ed avvertire per tempo quei mutamenti che andrebbero affrontati con una partecipazione attiva e diffusa nella comunità fino dall’articolazione familiare.

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