Tre anni, 1095 giorni da quel 25 gennaio 2016, giorno in cui il ricercatore italiano Giulio Regeni fu rapito a Il Cairo e poi orribilmente trucidato. Tre anni trascorsi senza verità e senza giustizia.

Non possiamo dimenticare Giulio, non possiamo permettere che cada il silenzio sulla sua vicenda e non possiamo lasciare sola la sua famiglia, che con un coraggio e una determinazione senza pari non ha mai smesso di lottare e di scuotere le coscienze delle Istituzioni e degli uomini e delle donne di questo Paese.

Per il secondo anno consecutivo, venerdì 25 gennaio Porto Recanati si unirà ad Amnesty International Italia e ad oltre cento città italiane: alle 19.41 verranno accese candele per ricordare l’ora esatta in cui il giovane invio l’ultimo sms prima di cadere nelle mani dei suoi aguzzini.

Il ritrovo è a partire dalle ore 19 in Corso Matteotti, nello spazio antistante l’ex scuola Diaz, oggi sede della Biblioteca comunale. «In questi tre anni abbiamo continuato giorno dopo giorno a chiedere la verità con iniziative in ogni parte del paese – si legge nel comunicato diramato da Amnesty International Italia -; continueremo fino a quando ci sarà una verità giudiziaria che coincida con quella storica, che attesti quel “delitto di stato”, ne accerti le responsabilità individuali e le collochi lungo una precisa catena di comando».

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