Emporio della Solidarietà: l’opera “segno” della Caritas attiva anche nel 2019

«Dal giorno della sua inaugurazione l’Emporio ha accolto oltre 400 famiglie maceratesi – ha detto Severini -, oggi ne conta circa 150, perché molte di loro, nel tempo di un semestre o di un anno, sono riuscite a risolvere le loro urgenze»

Solidarietà in circolo a Macerata anche nel 2019 grazie all’Emporio della Solidarietà. Opera “segno” promossa dalla Caritas italiana che in città ha trovato ufficialmente casa il 28 maggio 2016 con l’inaugurazione del centro di via Silone. Centinaia le famiglie aiutate da questo progetto partito nel 2013 e poi attivato, grazie ai fondi dell’8×1000, nel settembre del 2015, con la collaborazione dei soggetti attivi a Macerata contro la lotta alle povertà. L’Emporio della Solidarietà opera con azioni di partenariato con il Comune, le Acli, il Gruppo di Volontariato Vincenziano, l’associazione Centro di Ascolto e di prima Accoglienza e le parrocchie.

Il referente Emanuele Severini

«L’Emporio è un’azione inserita in un progetto più ampio che prende il nome di “solidarietà in circolo” – ha spiegato il referente della struttura Emanuele Severini -, e prevede di accompagnare la persona o la famiglia in difficoltà attraverso un percorso che in genere viene programmato e rinnovato semestralmente». Seguendo le parole pronunciate dal vescovo di Macerata Nazzareno Marconi al taglio del nastro di circa tre anni fa, la sfida che mette in campo l’Emporio è quella di chiedere a tutti gli attori del territorio di «mettersi in gioco e impegnarsi». In quanto, affermava sempre monsignor Marconi, «i vari Centri di Ascolto e di “scoperta” devono andare incontro alle persone per poter fare il salto di qualità: se questo funziona, faremo davvero qualcosa di serio». E, a distanza di tempo, si può dire che il sistema funzioni e molteplici situazioni di povertà sono state risolte: «Una volta rilevato un bisogno dal Centro di Ascolto e riscontrato che si possa rispondere a questa necessità tramite l’Emporio, alla persona o alla famiglia richiedente viene concessa una card – ha aggiunto Severini -, con questa tessera si potrà effettuare mensilmente la propria spesa tra i prodotti disponibili all’interno della struttura».

Il taglio del nastro dell’Emporio della Solidarietà con il sindaco Carancini e il vescovo Marconi

All’Emporio della Solidarietà è possibile trovare prodotti che vanno dai generi alimentari a quelli per l’igiene personale, da quelli per la casa ai prodotti di cartoleria, dai cibi freschi a quelli surgelati: «Il paniere è più ampio rispetto a quanto veniva distribuito con il tradizionale pacco delle parrocchie». Da febbraio, inoltre, sarà possibile trovare in uno specifico scaffale anche alcuni medicinali distribuibili senza ricetta: una vera e propria novità per l’Emporio. Non solo, all’utenza viene proposto di iniziare un percorso di accompagnamento che in sinergia con i partner pubblici e privati ha l’obiettivo di risolvere i problemi lavorativi, abitativi o di dipendenza. «Dal giorno della sua inaugurazione l’Emporio ha accolto oltre 400 famiglie maceratesi – ha detto Severini -, oggi ne conta circa 150, perché molte di loro, nel tempo di un semestre o di un anno, sono riuscite a risolvere le loro urgenze». L’accesso al sistema viene valutato da una commissione composta da un rappresentante di ogni partner coinvolto, tra i quali anche un assistente sociale del Comune di Macerata.

«È importante che la situazione della famiglia venga prima valutata nella sua complessità – ha concluso Severini -, e solo successivamente sarà accompagnata da questa partnership pubblico-privato che può davvero mettere in rete in modo efficiente sia le risorse, che le informazioni che ci sono sul territorio. I prodotti che si trovano all’interno dell’Emporio sono prodotti Agea che riceviamo attraverso un’adesione al Banco delle Opere di Carità. Altri invece sono acquistati con i fondi dell’8×1000 e tutto ciò ha permesso di ampliare l’assortimento e la possibilità di scelta per gli utenti. Sempre tramite l’8×1000 sono state avviate azioni concertate e integrate come, ad esempio, l’avviamento al lavoro attraverso tirocini e altri interventi di emergenza o complementari al sostegno alimentare».

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments