Panorama da Camerino

«Quando parliamo del nostro territorio, bisogna eliminare il termine “cratere”»: sono parole dell’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Massara rivolte sabato 26 al gruppo di giornalisti dell’Ucsi Marche che si sono ritrovati per celebrare il patrono San Francesco di Sales nella cittadina universitaria ancora abbracciata dalla neve e da un freddo pungente.

Un momento dell’incontro

Non si tratta certo di dichiarare chiusa l’emergenza, che un centro storico disabitato, transennato, senza cantieri attivi espone in tutta la sua crudezza, ma di cambiare lo stile della comunicazione, eliminando ciò che può già istintivamente creare repulsione e distanza, alimentare timori che, per quanto ingiustificati, possono tuttavia frenare la decisione di un viaggio, di un soggiorno, anche solo di una tappa.

l’arcivescovo Francesco Massara

L’Ucsi Marche è tornata nella diocesi di Camerino a poco più di 12 mesi dall’incontro precedente, quando la comunità era ancora guidata dall’arcivescovo Brugnaro, per testimoniare che è ben presente all’associazione la consapevolezza che le scosse del 2016, con le loro drammatiche conseguenze, non sono archiviate solo perché su quasi tutti i grandi media nazionali la memoria di quanto accaduto e delle ferite gravissime ancora aperte restano confinate in fugaci apparizioni. Non va dimenticato che se il terremoto ha coinvolto 4 regioni, la sola provincia di Macerata da sola assomma più del 40% dei danni totali, con il Camerinese letteralmente devastato.

Dallo scambio col vescovo è risultata ribadita la consapevolezza che la ricostruzione pubblica è di là da venire, che le rassicurazioni governative ancora rimangono allo stato di buoni propositi. Ci sono le “casette” (non esenti da problemi), ma gli unici edifici pubblici inaugurati sono stati realizzati solo grazie a donazioni private. A Camerino l’unica chiesa accessibile è quella in legno che fa parte del monastero donato dalla Caritas milanese alla comunità delle clarisse.

Santa Messa nella chiesa delle Clarisse

Per non limitarci anche noi alle parole, abbiamo concordato con monsignor Massara di sviluppare in quest’anno tre azioni per favorire la conoscenza della realtà dei territori terremotati e promuovere l’afflusso turistico, unica via di ripresa possibile per queste zone montane. La prima è la collaborazione per l’azione della diocesi volta a riottenere dalla Morgan Library di New York del Messalino di Frontale di Apiro, uno splendido volumetto miniato, databile attorno all’anno Mille, appartenuto a san Pier Damiani, ottenuto in modo illegale, per il quale si è già mossa la Procura della Repubblica di Macerata. Poi contiamo di organizzare nella tarda primavera un Convegno sulla comunicazione del terremoto, per alimentare conoscenza e solidarietà. Da ultimo,

Un momento della Santa Messa

consapevoli che i pellegrinaggi a piedi, il trekking montano e la mobilità ciclistica sono la via più affidabile per tenere in vita territori ricchi di eccellenze ambientali, paesaggistiche, artistiche e gastronomiche, ma scarsamente popolati, ci impegneremo per favorire la conoscenza e la collaborazione con le migliori pratiche esistenti nelle regioni limitrofe.

A coronamento della mattinata, la Santa Messa celebrata assieme alla comunità delle clarisse e il pranzo in cui la conversazione ha continuato ad alimentare la riflessione sui temi affrontati cementandoli con l’amicizia.

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