“In Italia servirebbero tante scuole di formazione socio-politica, come quelle promosse dal card. Martini, per preparare le nuove generazioni ad essere serie e attente di fronte ad un fenomeno, quello delle mafie e della corruzione, che penetra nelle pieghe di tutte le società”. E’ questo l’invito espresso dal presidente di Libera, don Luigi Ciotti, intervenuto all’auditorium San Carlo di Milano al convegno “Corruzione, la via breve delle mafie”. Il convegno cade 30 anni dopo la riflessione che, il 4 marzo 1989, l’allora arcivescovo di Milano, Carlo Marina Martini, tenne agli alunni delle scuole sociopolitiche della diocesi ambrosiana anticipando quello che sarebbe emerso da lì a poco con il fenomeno di Tangentopoli. In quell’occasione il cardinal Martini, definito “profeta” da don Ciotti, così si era espresso: “Mi auguro che in noi ci sia il coraggio e la forza di affrontare il fenomeno tutti insieme. Se sarà affrontato solo da alcuni, servirà a salvare la coscienza di coloro che singolarmente si impegnano. Ma è aiutando i cittadini a essere soggetti della politica con questa profonda persuasione etica, prima ancora di ogni loro adesione politica, che potremo suscitare un movimento di opinione capace di combattere in maniera seria e responsabile”. “Non abbiamo la pretesa utopica di giungere alla società perfetta – ha proseguito don Ciotti – ma crediamo al bisogno di un impegno rinnovato nel riconoscere e chiamare per nome il fenomeno della corruzione per riuscire ad arginarlo”. “Questo obiettivo – ha concluso il presidente di Libera – non lo si può ottenere solo sostenendo le istituzioni che già stanno operando, come le forze dell’ordine, ma dobbiamo svegliarci noi come cittadini o ci troveremo tra dieci anni a ripetere le stesse cose che Martini ripeteva già trenta anni fa”.

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