Cosa sta accadendo nel mondo della comunicazione? Cambi di direttori di giornali; crollo delle vendite dei quotidiani e periodici. In questi anni di crisi economica iniziata sostanzialmente alla fine del primo decennio di questo secolo sono diminuiti i consumi nelle famiglie italiane ma sono crollati quelli per la cultura. I cittadini si sono spostati dai classici canali di informazione verso i nuovi social che rende la conoscenza degli eventi più democratica ma con minore attendibilità.

Ma le cause della crisi dei giornali possono essere elencate in pochi punti:

  1. Il sempre minore interesse del pubblico per quello che si trova sulla carta stampata: molta politica (cioè molta attenzione al Palazzo) e poca voce alla società civile o meglio poca riflessone sui fatti che accadono.
  2. La somiglianza e la sovrapposizione dei giornali.
  3. L’offerta informativa molto ampia che ha fatto spostare i lettori dalla carta stampata – ma anche dalla tv e dalla radio – verso internet.

I giornali interessano sempre meno alla gente se pensiamo quanto spendiamo al giorno per la tazzina di caffè si capisce quanto sono caduti i giornali nella scala dei valori dei cittadini.

Non fermiamoci solo alla situazione italiana dove in un lustro Il Corriere e Repubblica hanno perso 45000 copie e La Stampa 34000, all’estero il Sun è sceso da 3 a 1.8 milioni di copie dal 2010 al 2016: calo del 40%, il Daily Mail da 2.1 milioni a 1.6 milioni: calo del 24%, il Daily Mirror da 1.6 a 1.2 milioni: calo del 33%.

Il giornale popolare tedesco Bild ha tenuto il prezzo relativamente basso: 60 centesimi, in edicola. Questo però non ha arrestato il calo delle vendite, intorno ai 2 milioni di copie, la metà del livello del 2001, che era di 4.3 milioni.

Per un cristiano è importante essere là dove l’uomo “abita”, dove far incontrare il Vangelo con la vita concreta.

Spesso, come papa Bergoglio ci dice, di non rimanere spettatori sugli spalti per assistere alle partite, ma entrare nel gioco.

Talora ci si creano degli alibi per non sporcarsi le mani con la realtà; un proverbio cinese ci ricorda che l’uomo saggio non guarda il dito, ma la luna che viene indicata.

Così anche nel nostro settore sicuramente possono esserci delle carenze, ma non dobbiamo buttar via l’acqua sporca con il bambino, come ci ricordava cinquanta anni fa il vescovo mons. Tonini.

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