Il Congresso mondiale contro la pena di morte, organizzato dalla rete Ecpm (26 febbraio – 1 marzo) si svolgerà a Bruxelles nella sede del Parlamento europeo. Alla cerimonia ufficiale di apertura (il 27 febbraio in emiciclo) interverranno tra gli altri Federica Mogherini, alto rappresentante Ue per la politica estera, e il ministro per gli affari esteri del Belgio, Didier Reynders; vi sarà poi un confronto tra “un gruppo di ministri della giustizia provenienti da Paesi non abolizionisti” e videomessaggi del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, di Robert Badinter, ex ministro della giustizia e una forza trainante per l’abolizione della pena di morte in Francia nel 1981, e di Papa Francesco. I lavori guarderanno a quanto resta da fare per convincere le nazioni ad abolire la pena capitale. Nel programma si alternano riflessioni, confronti testimonianze e momenti artistici. Tra le voci previste, quella di N’Dumé Olatushani, che è riuscito dopo 28 anni di prigione e una condanna a morte, a dimostrare la propria innocenza. Si parlerà anche di “applicazione discriminatoria della pena di morte per le donne” e di “stranieri condannati a morte nella lotta contro il terrorismo”. Numerosi laboratori, cineforum, presentazione di dati e di campagne in corso nei diversi stati del mondo. Si prevedono 2000 partecipanti, tra cui rappresentanti dei governi e di Ong

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