Sentimenti di “profonda indignazione, tristezza e rabbia” sono stati espressi dalla Conferenza episcopale francese e dalla Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia, in seguito alla proiezione, ieri sera, sul canale “Arte” di un documentario “terribile e drammatico sull’abuso sessuale su suore vittime di sacerdoti religiosi o sacerdoti diocesani”.
“È innanzitutto alle religiose e ai religiosi vittime di questi abusi che la Conferenza episcopale rivolge i suoi pensieri e le sue preghiere”, si legge in un comunicato dei vescovi francesi. “La lotta contro gli abusi sessuali e tutti gli altri tipi di abuso nella Chiesa è oggi una priorità di fronte alla quale tutti devono assumersi piena responsabilità. Questo è il messaggio che i presidenti delle Conferenze episcopali in tutto il mondo hanno condiviso di recente a Roma durante l’incontro per la protezione dei minori con Papa Francesco” ed è “con questa convinzione” che vescovi e congregazioni religiose di Francia “continuano i loro sforzi per accogliere e ascoltare le vittime ma anche per continuare, con loro, questa lotta contro ogni abuso nella Chiesa: abuso di potere, abuso di coscienza, abuso sessuale”. In un comunicato firmato da Sr. Véronique Margron, padre Marc Botzung e padre Daniel Federspiel, la Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia definisce “agghiacciante” il docu-film. E ricorda l’invito fatto a Roma dall’Unione internazionale delle superiore generali a tutte le religiose che sono e che sono state vittime di prendere senza paura la parola, “sapendo che saranno ascoltate, accompagnate, protette”. Sul docu-film intervengono anche le Comunità dei “Frères de Saint-Jean” e de “L’Arche” chiamate in causa da una ex religiosa Michèle-France, vittima di abuso prima da parte di padre Marie-Dominique Philippe e poi di padre Thomas Philippe.

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