Messa nel barrio

La domenica, festa del Signore si è aperta con la celebrazione in una cappellina dedicata a San Giovanni Bosco in un quartiere povero, un barrio alle 9.00. La chiesetta è piena di gente, si celebrano anche le Ceneri, ma anche questo è festa.

 

La liturgia: una festa del Signore,
a cui si partecipa convinti e gioiosi,
e che vive di segni concreti, accolti,
portati con orgoglio nella vita

Messa nel barrio

I fedeli, come da noi, sono per lo più anziani, ma cercano di cantare tutti, e vivono la liturgia con una attenzione partecipe. Qui le ceneri vengono intrise di acqua benedetta e se ne ricava un inchiostro con cui il prete fa una croce nera, ben visibile, sulla fronte di tutti. Durante la messa questo segno si asciuga e diventa di un bel colore argento. E la gente lascia la Messa e si spande per le vie del barrio con la croce argentata in fronte. Questa è la liturgia: una festa del Signore, a cui si partecipa convinti e gioiosi, e che vive di segni concreti, accolti, portati con orgoglio nella vita. Questa gente umile del barrio, vestita con le magliette che andavano di moda 5 anni fa, ma pulite e stirate, ci insegna la fede e la liturgia più di tanti trattati teologici.

Messa domenicale alla Chiesa della Madonna di Fatima

Alle 11 Messa alla Chiesa della Madonna di Fatima. Una comunità con una maggiore presenza di giovani, alcuni con il fazzoletto del gruppo scolastico, come i nostri scout. Dopo la Messa in tanti si pranza sotto la grande tettoia della scuola parrocchiale. Ognuno ha fatto qualche cosa, si condivide tutto ed il risultato è un bel “Ristorante della Provvidenza”, in cui tutto è buonissimo. Anche qui si canta, si ascolta qualche barzelletta di Padre Alberto, tutto serve a fare Fiesta.

 

 

Organizziamo iniziative complesse,
che la semplicità renderebbe
più spontanee e belle

Penso a voi a casa e rifletto su quanto spesso ci complichiamo la vita a organizzare iniziative complesse, che la semplicità renderebbe più spontanee e belle. Ma l’ armonia di questa Fiesta non nasce dal nulla, si vede che questa gente non solo va a Messa, ma vive insieme la Messa ogni domenica. Nel dialogo con i sacerdoti sul senso della festa come forma di catechesi e strumento per formare la comunità credente, mi parlano della “Festa del Popolo di Dio”. Un appuntamento diocesano annuale che raduna oltre 1.200 persone. In proporzione ponderata, da noi sarebbero un paio di centinaia. È una domenica di festa, che si apre con una catechesi fatta da un gruppo di giovani attraverso il teatro ed i canti, poi ogni zona pastorale continua incaricandosi di qualcosa da proporre a tutti.

Ancora una volta la festa è costruita da tutti. Ognuno riceve ed ognuno dona qualcosa. È la regola della vita in famiglia, che dovrebbe dirigere sempre anche la vita della famiglia diocesana.

Per fare «Fiesta» anche da noi,
basterebbe non vergognarci
di non essere strani ed arrabbiati

Santuario di Nostra Signora di Luján

Nel pomeriggio un altro modo di vivere la festa: pellegrinaggio al santuario nazionale della Madonna di Lujan. È un santuario a misura di famiglia, con tanti spazi attorno per fare merenda all’aria aperta. Si viene a pregare la Madonna, si sta serenamente in compagnia, si gode del fresco lungo il fiume, con i bambini che giocano in un luna park che non è certo Gardaland. Fede, vita, famiglia e la gioia della bellezza semplice. In fondo non ci vorrebbe molto per fare Fiesta anche da noi, basterebbe ricominciare con uno stile che ben conosciamo, senza vergognarci di non essere strani ed arrabbiati come vorrebbe il mondo di oggi. Sulla bella storia del santuario di Lujan vi racconterò: domani.

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