Accogliere le domande che il mondo dei bambini dai tre ai sei anni manifestano; approfondire la loro vita spirituale; comprendere come i percorsi di iniziazione cristiana possono valorizzare le domande e contribuire al cammino di crescita. Questi gli obiettivi con cui sabato pomeriggio a Bergamo si è aperto il seminario di studio “Primi assaggi. La fede raccontata ai piccoli”, promosso dall’Azione cattolica dei ragazzi, con la partecipazione di 150 educatori da tutta Italia. “Nelle scuole facciamo poche domande, ma diamo già le risposte – riflette il dirigente scolastico Alberto Galvagno –.

La vicinanza è la dimensione in cui genitori ed educatori possono dare senso alle domande dei piccoli. Nostro compito è rassicurarli che le loro domande, soprattutto quelle esistenziali, sono accettabili”. Nella relazione della pastora valdese Elisabeth Loeh Manna, le esperienze spirituali dei piccoli vengono presentate come segnanti per tutta l’esistenza. “I bambini hanno una visione più mistica e meno analitica degli adulti – afferma –. Bisogna dare spazio alle loro emozioni, valorizzare il processo di comprensione più che il risultato, dare spazio all’immaginazione, all’intimità e alla fiducia dei piccoli”.

“Nel percorso di familiarizzazione con la fede cristiana, gli adulti dovrebbero ampliare gli spazi in cui accogliere i più piccoli, lasciarsi catechizzare da loro e far loro sperimentare la maternità della Chiesa” conclude don Andrea Magnani, membro dell’Ufficio catechistico nazionale della Cei.

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