Messa celebrata da don Sergio
Nella celebrazione domenicale la responsabile della catechesi della parrocchia di san Cayetano, la prima parrocchia gemellata con noi, ci ha rivolto questo bel saluto.

«Benvenuto padre vescovo Nazzareno, con padre Alberto e padre Andrea. Siamo molto felici di accogliervi e di condividere questi giorni con voi. Che gioia la vostra presenza nelle nostre case, condividendo la nostra vita, camminando e celebrando insieme. Una presenza che oggi è fisica, ma che è sempre stata molto vicina nonostante la distanza. Vorremmo esprimere questa gioia a parole, ma è difficile perché sempre i gesti, gli sguardi, i sorrisi, gli abbracci e ogni altro segno dicono molto di più. Sono sicura che resteranno nel vostro cuore dopo il ritorno in Italia. E così avremo realizzato il nostro desiderio. La prima parola che sento è: grazie. Grazie alla Diocesi di Macerata per l’accompagnamento costante e forte offerto alla nostra comunità, che ci ha fatto sentire parte di una sola famiglia. Grazie per aver inviato sacerdoti in questa nostra Patagonia. Pastori che hanno operato su questa terra, servendo le sue comunità e le sue famiglie, condividendone la vita per guidarle e condurle alla fede. Grazie per l’unione nella preghiera, per averci tenuto presenti nelle vostre intenzioni, per essere davvero una sola famiglia orante. Grazie per averci aiutato a crescere, per la vostra generosità espressa in tanti gesti concreti ed amorosi, che ci hanno permesso di realizzare molti sogni. A partire dalla nostra parrocchia, ogni giorno più bella e aperta a tutti; come accade delle nostre cappelle, simboli di una famiglia che cresce, che cerca di condividere l’esperienza della fede con altri fratelli. E che ogni giorno crescono nella comunione e nella spiritualità. Un esempio è stata la partecipazione dei nostri giovani alle giornate mondiali della gioventù in Brasile, in Polonia ed a Panama, quando avete accolto Jesica e Braian tra i vostri giovani di Macerata in una bella esperienza di fraternità. Anche se abbiamo fatto un lungo cammino, siamo una comunità giovane: ricordiamo ancora con tenerezza la casetta, il container e le Messe all’aria aperta, da cui ebbe inizio questo sogno di Dio e nostro. Mattone su mattone, insieme, in comunità, abbiamo costruito la famiglia che siamo oggi, un percorso in cui la vostra diocesi è stata una compagna fedele nel pieno significato del termine. Per questo “compagnia” è un’altra parola importante. Oggi continuiamo a camminare, con i piedi a terra e lo sguardo volto al cielo. Seguendo l’esempio di vita del nostro patrono san Cayetano, desiderando imitare il suo stile di vita: umile, semplice, orante, attento ai più bisognosi, fiducioso nella Provvidenza e sempre vicino all’Eucaristia. Impegnandoci al massimo per vincere le difficoltà, costruire comunità, inseguire i sogni, aprire le porte e donare a tutti l’esperienza di un Dio che cammina con noi. Che bello condividere tutto questo, sentirci fratelli, poter celebrare insieme l’Eucaristia. “Fratelli” è un’altra parola che deve aggiungersi alla festa ed anche “celebrare” non può mancare. Così giungiamo all’ultima parola che è doppia “Mamma Maria”, la Sua presenza non può certo mancare. In Lei confidiamo, sapendo che se ci tiene per mano seguiremo Gesù. È lei che ci insegna a camminare: famiglie, bambini, giovani, nonni, papà e mamme, tutti uniti. Che tenendola per mano ci sentiamo sempre uniti nonostante la distanza, tutti uniti a Suo figlio Gesù».

 

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