di David Malavé *

Il Venezuela ha grandi risorse naturale ed è il primo esportatore di petrolio dell’America Latina, ma sta attraversando una gravissima crisi economica, istituzionale e sociale. Dal 2018 il PIL venezuelano si è dimezzato, il prezzo del greggio, dai 100$ al barile del 2014 ai 50$ verso la fine dello stesso anno. Il Fondo Monetario Internazionale prevede una contrazione del Pil dell’8% nel 2019, dopo il –18% del 2018 e una iperinflazione, che dovrebbe raggiungere quest’anno il 10 milioni per cento. Mancano i generi alimentari di base (latte, carne, pollo, caffè, riso, olio, farina precotta, burro…), i medicinali.

La crisi umanitaria è senza precedenti. L’aspettativa di vita è diminuita e le persone affette da malattie quali il cancro, l’asma, l’epilessia, il diabete, il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, Aids non possono curarsi con i farmaci migliori. E diverse malattie sono in forte aumento: il morbillo aveva registrato 727 casi nel 2017, mentre nel 2018 questa cifra è salita a 5.525. E in aumento c’è pure la difterite. I bambini e gli anziani sono i più colpiti.

Molti non hanno entrate sufficienti alla sopravvivenza, cioè per l’acquisto di cibo e farmaci. Nel mio ultimo viaggio al Venezuela, gennaio 2019, ho potuto toccare con mano il dramma che si vive quotidianamente per la mancaza di cibo e medicina e l’aumento quotidiano dei prezzi. Gli indicatori parlano dell’80 % di persone in povertà, di cui il 50% in condizioni estreme. La situazione difficile riguarda tutti, anche la classe media.

La crisi acuta ha generato un vero e proprio esodo dal Paese. Tre milioni di venezuelani vivono all’estero, scappati in altri Stati dell’America Latina. Tanti dei miei amici di infanzia sono emigrati. Qualcuno con la speranza di ritornare. Esiste anche una crisi politica esplosa nel gennaio 2019 a seguito delle elezioni presidenziali del 2018, fortemente contestate e considerate irregolari dalle opposizioni e da diversi Stati esteri, e del successivo re–insediamento di Nicolás Maduro.

L’Assemblea nazionale, ha dichiarato invalide le elezioni e nominato Juan Guaidó presidente del Venezuela ad interim, tuttavia Maduro è riconosciuto dall’Assemblea nazionale costituente.

La Caritas del Venezuela sta rispondendo all’emergenza umanitaria provocata dalla crisi economica e politica organizzando mense solidali in tutto il Paese e provvedendo alla distribuzione di farmaci ai più vulnerabili.

In questa Quaresima la Caritas diocesana di Macerata propone alle comunità locali un gesto di solidarietà per farsi prossimo con chi soffre in Venezuela. La proposta è presentata con il tema «Chiudiamo la forbice: delle disuguaglianze al bene comune, una sola famiglia umana». Siamo molti i sacerdoti di provenienza venezuelana che operano in diocesi. Questo gesto di solidarietà ecclesiale permetterà alle nostre diocesi e parrocchie di origine garantire un sostegno a famiglie e bambini in grande difficoltà. Un grazie di cuore a quanti contribuiranno.

* sacerdote venezuelano incardinato a Macerata

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