I Musei civici di Palazzo Buonaccorsi “adottano” il Museo di Valfornace, inagibile dopo il sisma del 2016, ospitando nella cappellina al piano nobile dell’immobile settecentesco, la pregevole scultura in terracotta raffigurante la Madonna con Bambino in attesa che l’opera possa tornare nella propria terra.
La presentazione dell’opera, di proprietà di Adriano Chiodi Cianfarani, ambasciatore italiano in Croazia, è avvenuta questa mattina a Palazzo Buonaccorsi alla presenza dello stesso, del sindaco Romano Carancini, del vice sindaco e assessora alla Cultura Stefania Monteverde e del sindaco di Valfornace Massimo Citracca. Tra le autorità presenti anche il vice prefetto Salvatore Angeri, l’ex sindaco di Pievebovigliana Sandro Luciani e il comandante provinciale dei carabinieri Michele Roberti
Fino al terremoto del 2016, che lo hanno reso inagibile, il museo di Valfornace ha rappresentato, con i suoi diversi allestimenti, all’intera storia sociale ed artistica del territorio comunale, dall’età preistorica ad oggi. La Madonna con Bambino, qui depositata dalla famiglia Chiodi Cianfarani, di origini romane ma da sei generazioni legata a Valfornace, è stata danneggiata dal sisma e da oggi magistralmente restaurata e consolidata con una struttura di sostegno al fine di renderla più resistente alle eventuali vibrazioni future, torna visibile nei Musei di Palazzo Buonaccorsi come testimone e simbolo della valorizzazione del museo di origine e del territorio di riferimento.
“E’ un bellissimo giorno – ha detto il sindaco Carancini dando il benvenuto ai presenti – è un evento semplice ma profondo per l’anima di un territorio e per la vicinanza con la comunità di Valfornace. In un momento di difficoltà i Musei del territorio si sono parlati, insieme abbiamo costruito la possibilità di dare ospitalità a Palazzo Buonaccorsi a un’opera pregevole. Attraverso il dialogo istituzionale, iniziato prima con l’ex sindaco di Pievebovigliana Sandro Luciani e poi con l’attuale primo cittadino di Valfornace Massimo Citracca, abbiamo ragionato sulla possibile valorizzazione della statua e allo stesso tempo su quella di offrire un servizio ai cittadini che ora possono fruire dell’opera. L’aver accolto a Macerata la Madonna con Bambino consentirà di valorizzare il Museo di Valfornace e allo stesso tempo di arricchire Palazzo Buonaccorsi, rendendolo ancora più appetibile. In questi mesi abbiamo lavorato tanto e in sinergia all’interno della nostra Marca Maceratese scavalcando il campanilismo. Un ringraziamento particolare va ad Adriano Chiodi Cianfarani per l’attenzione dimostrata e per l’attaccamento alla nostra terra”.
“Veniamo da 30 mesi di duro lavoro per riportare la gente nelle nostre splendide terre e la stessa cosa stiamo facendo per ridare al nostro Museo il suo splendore – ha detto il sindaco di Valfornace Massimo Citracca -. Oggi siamo felici di rivedere la nostra Madonna con Bambino più solida ospitata a Macerata che ringrazio per l’accoglienza. L’auspicio per la nostra comunità è che si possa tornare a esporla nel nostro paese.”
“Oggi sono in veste di comune cittadino – ha affermato l’ambasciatore italiano in Croazia Adriano Chiodi Cianfarani – residente a Valfornace, paese a cui la mia famiglia è molto legata. Sono felice che la statua sia stata restituita alla pubblica fruizione dopo il restauro compiuto da Andrea Simoni.
Contento che ora sia in questo bellissimo luogo come simbolo di valorizzazione del museo di origine, del nostro territorio, della nostra identità, non solo marchigiana, ma nazionale. Esprimo la mia ammirazione nei confronti delle autorità di Macerata e Valfornace per la loro capacità di fare sistema, di unire le forze e fare di Macerata città di accoglienza e di adozione.”
Il vice sindaco e assessore alla Cultura Stefania Monteverde a conclusione della presentazione ha affermato: “Siamo felici del nostro ruolo nel territorio che non è solo quello di mero contenitore. Subito dopo il sisma abbiamo tamponato immediatamente l’emergenza e insieme ad altre città abbiamo fatto un’esperienza di comunità che ci lega ad un tema a noi molto caro, quello di patrimonio come eredità di comunità. I Musei Civici hanno ospitato le opere messe in salvo dalla chiesa delle Vergini di Macerata e quelle del Museo di Camerino. Abbiamo anche partecipato a un progetto europeo con tanti Paesi della Regione Adriatica per la digitalizzazione del patrimonio in un’ottica di turismo sostenibile”.
Per quanto riguarda la statua Madonna con Bambino l’iconografia della Vergine, madre colta con le mani giunte in atto di preghiera volta a contemplare il Bambino adagiato sulle sue ginocchia, è tipica dell’osservanza francescana dalla metà del XV secolo ai primi decenni del XVI secolo che ha ricordato Giuliana Pascucci di Macerata Musei. Variamente attribuita a maestranze abruzzesi (da Francesco Gagliardelli a Saturnino Gatti) si collega ad altre opere simili presenti nel territorio quali quelle della Pinacoteca civica di Ascoli Piceno riferita a Silvestro dell’Aquila e quella del Museo civico di Ripatransone attribuita a Gagliardelli. L’opera di Valfornace, di proprietà della famiglia Chiodi Cianfarani è composta da nove blocchi di cottura e da tre elementi lignei (probabilmente posteriori) rappresentati dalle mani della Vergine e dal Bambino.
La scultura è stata ricomposta e restaurata nel 2015, come ha ricordato lo stesso restauratore Andrea Simoni, in occasione del suo deposito presso i Musei di Valfornace. A seguito dei recenti eventi sismici ha subito gravi danni con la caduta di alcuni blocchi di cottura. In modo particolare il capo della Vergine, cadendo rovinosamente a terra, si è spezzato in numerosi frammenti. Dopo un attento restauro effettuato sotto l’egida della Soprintendenza si è deciso di dotare l’opera di una struttura di sostegno al fine di renderla più resistente alle vibrazioni di natura sismica.
La valorizzazione dell’opera Madonna con Bambino a Palazzo Buonaccorsi rientra nel progetto “Adotta un Museo” lanciato da ICOM per i 34 musei colpiti dal terremoto nell’Italia centrale a seguito delle devastanti scosse di agosto e di ottobre del 2016 e ancora in difficoltà.
Icom Italia ha attivato, infatti, una rete di relazioni che pone in contatto le tante offerte di aiuto di istituzioni, enti e privati con le esigenze dei musei, danneggiati non solo nelle strutture e nelle collezioni, ma anche nei territori e nella psicologia delle comunità dove operano.

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