di Stefania Careddu

Abdoul Razak Koura, originario del Togo, è un rifugiato politico. Dopo aver conseguito la laurea triennale all’Università di Pavia, ha vinto una borsa di studio dell’Istituto Toniolo ed oggi è uno degli studenti del Master in risorse umane. Tarek Aljaber invece viene da Damasco, in Siria, e per diversi anni ha girato il mondo facendo il traduttore di libri. Poi ha deciso di “cambiare vita” e ora, come Abdoul, frequenta un Master che per lui significa “far vivere un bambino che sogna”. Federica Bove, di Lecce, è dottore di ricerca in patologia vegetale a Piacenza e dice che all’Università Cattolica si è sempre “sempre sentita a casa”. Annalisa Pellegrino è funzionaria all’International Organization for Migration delle Nazioni Unite di Ginevra ed è consapevole che il percorso in Cattolica, dove ha studiato lingue per le relazioni internazionali e scienze politiche, ha contribuito “molto” alla sua formazione.
Sono alcuni degli studenti che hanno voluto raccontare la loro esperienza all’Università Cattolica in brevi video realizzati in occasione della 95ª Giornata che si celebra domani, 5 maggio, e che quest’anno ha per tema “Passione, talento, impegno. Cercando il mio posto nel mondo”.

Promossa dall’Istituto Toniolo, da quasi un secolo la “Giornata per l’Università Cattolica” è tra i più significativi appuntamenti del calendario dei cattolici italiani e rappresenta un’occasione di approfondimento sullo spirito e gli obiettivi dell’ateneo che, con i suoi cinque campus distribuiti su tutto il territorio nazionale (Milano, Roma, Brescia, Piacenza e Cremona), offre un contributo fondamentale alla formazione delle nuove generazioni e al loro inserimento professionale, alla crescita del tessuto socio-economico del Paese e all’avanzamento della ricerca scientifica.

Fin dalla sua fondazione, l’Università Cattolica “si adopera, con sapienza e determinazione, per essere all’altezza delle sfide che in ogni epoca, e non meno in quella presente, assumono tratti peculiari e inediti”, scrivono i vescovi italiani nel Messaggio per la Giornata sottolineando che “un tale impegno appare oggi ancor più necessario e urgente per accogliere la crescente domanda che emerge dai giovani e dalle loro famiglie, alla ricerca di soggetti e luoghi in grado di garantire una formazione di alto profilo scientifico, culturale e spirituale”.
Quella attuale infatti è una “società che tende a contrapporre le generazioni più che a farle dialogare, che scarica sui giovani il fardello più pesante di incertezza e precarietà, che soffoca più che promuovere il loro entusiasmo e la loro generosità”. “Non sono pochi quei giovani che fanno fatica a fare discernimento e sono indotti a pensare che non ci sia posto per loro in questo mondo o che perlomeno non potranno mai realizzare ciò che sognano e desiderano”, denunciano i presuli per i quali “soffocare i sogni e rubare la speranza, come ricorda spesso papa Francesco, è il risvolto più inquietante della miopia con cui l’odierna società guarda ai giovani”.

Diventa dunque fondamentale un “autentico e qualificato accompagnamento che sappia garantire una formazione integrale della persona e lo sviluppo di competenze adeguate per affrontare la complessità del tempo presente”. In quest’ottica, evidenzia il Messaggio della Cei, “l’Università Cattolica del Sacro Cuore costituisce una grande risorsa sia per il suo contributo nella formazione delle nuove generazioni sia per la sua presenza culturale nello scenario nazionale e internazionale”.

L’Università Cattolica “è, e vuole continuare a essere una realtà che coniuga un riconosciuto prestigio accademico con il tratto distintivo dell’inclusività e dell’accoglienza”, assicura il rettore, Franco Anelli, ricordando che l’ateneo “è concepito e sostenuto dalla comunità dei cattolici italiani per promuovere l’incontro fra Vangelo e cultura nel rispetto della ragione umana e dell’autentico progresso della ricerca scientifica”. “Più di quarantamila ragazzi, provenienti da tutte le regioni italiane, incontrano ogni giorno l’Università Cattolica del Sacro Cuore: il loro desiderio – afferma – non è soltanto quello di apprendere saperi utili per le loro professioni future, ma più a fondo di leggere la realtà e comprenderla, per migliorare la società e renderla più vivibile per tutti”. Ecco allora che, conclude il rettore, “alle domande profonde dei giovani rispondiamo anzitutto con la fedeltà ai nostri valori, ispirati dalla nostra appartenenza alla comunità ecclesiale e radicati nel mandato dei nostri fondatori”.

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