Anche quest’anno il cammino pastorale della nostra diocesi giunge a compimento nella sua parte fondamentale, prima del lungo tempo estivo. Negli ultimi giorni di maggio la diocesi è chiamata, nelle sue varie articolazioni, a vivere questo momento di consuntivo. Il 27 maggio proporrò una Lectio divina sul tema pastorale dell’anno: “Celebrare la nostra speranza”, una riflessione cioè sull’arte di celebrare come comunità cristiana e sul fatto che è proprio a partire dalla celebrazione, in modo particolare la celebrazione eucaristica, che si edifica la Chiesa e la si apre alla speranza della vita eterna. Il testo di questa Lectio divina sarà tratto dal Vangelo di Luca, il Vangelo che ci ha accompagnato in questo anno pastorale e presenterà il momento in cui Gesù sulla croce offre la sua vita al Padre. Il racconto del Calvario nel Vangelo di Luca ha una struttura eucaristica: infatti Gesù sulla croce celebra la sua eucaristia, prima con l’offerta di perdono rivolta a tutta l’umanità, poi con l’offerta al Padre della sua vita per la salvezza del mondo e infine con il dono di questa vita come germe di eternità a tutti gli uomini disposti ad accoglierla. Al centro sta la scena dei due ladroni: chi accoglie e chi rifiuta il dono della salvezza, due sguardi sulla vita e la morte, la porta che se siamo uniti a Cristo ci conduce in paradiso.

Dopo questo incontro vivremo due serate di riflessione e dialogo sul cammino fatto.
La prima che si svolgerà in Aula Sinodale il 29 maggio sarà un incontro dei componenti di tutti i Consigli Pastorali delle 20 Unità Pastorali della nostra diocesi. Ci confronteremo a partire da uno schema elaborato dal Coordinamento Pastorale, per identificare i “piccoli passi possibili” che daranno concretezza e futuro al lavoro di quest’anno. Sarà anche un momento prezioso per condividere le “buone pratiche”, che sono state vissute come sperimentazione pastorale durante questo anno, perché l’esperienza di ciascuno possa diventare ricchezza per tutti. È questa la nostra modalità diocesana di interpretare, in maniera semplice ma concreta, quel cammino sinodale che il Papa propone come stile pastorale alla Chiesa di oggi.

Accanto alla riflessione dei laici vivremo il 30 maggio l’incontro del clero diocesano, presbiteri e diaconi, che insieme con il Vescovo si confronteranno sugli stessi temi e con le stesse metodiche del confronto fatto dai laici. Il risultato di tutto questo lavoro sinodale verrà consegnato al Vescovo perché ne elabori una sintesi sapienziale con cui riaprire il cammino pastorale del prossimo anno.

L’ultimo giorno del nostro convenire insieme, sarà il 31 maggio con una celebrazione di chiusura del mese mariano, che vivremo all’Abbadia di Fiastra e nella quale la riflessione sullo stile di celebrare, l’ars celebrandi, diventerà esperienza celebrativa concreta di tutta la comunità diocesana.

Questo incontro concluderà non solo il cammino di questo anno, ma un tempo più ampio costituito dai miei primi 5 anni di servizio in diocesi, iniziati con la nomina episcopale del 3 giugno 2014.

È stato un percorso che ha seguito, pur con tutti i limiti naturali, una discreta continuità. Come suggerisco sempre ad ogni nuovo parroco, anch’io ho vissuto il mio primo anno di ministero 2014–2015 come un tempo di ascolto, di incontro, di comprensione della realtà diocesana.

Per fare sintesi di questo primo anno di ascolto e riflessione pastorale, scrissi la “Lettera ad un giovane parroco”, ispirata alla Evangelii Gaudium. Vi si articolava un percorso triennale di rinnovamento dei fondamenti della nostra pastorale secondo tre grandi temi: la Carità, la Fede, la Speranza. Per introdursi in maniera corretta e concreta in questo Cammino pastorale, abbiamo vissuto il grande Giubileo della misericordia 2015–2016 che ci ha messo tutti in un atteggiamento giusto: l’abbandono alla misericordia di Dio e la costante offerta di misericordia uni agli altri. Senza Misericordia infatti non si può scrivere nessuna storia comune veramente Cristiana.

Nel 2016–2017 Abbiamo vissuto poi l’anno dedicato alla Carità, indirizzato dalla lettera pastorale “Ri–farsi Prossimo” che si ispirava agli insegnamenti del Card.Martini.
Nel 2017–2018 è seguito l’anno dedicato alla riflessione sul tema della trasmissione della fede, cioè l’evangelizzazione e la catechesi, aperto dalla lettera pastorale “Annunciatelo dai tetti”, che rilanciava il documento Cei del 2014 “Incontriamo Gesù”.
Infine in questo 2018–2019 stiamo completando la riflessione sinodale guidato dalla lettera “Celebrare la Speranza” che invita a rileggere insieme la Costituzione Conciliare Sacrosanctum Concilium.

Giunti così al compiersi del mio quinquennio episcopale, secondo le norme della Chiesa, inizieremo la Visita pastorale. Questo è il grande appuntamento che ci attende e che ci impegnerà per i prossimi due anni. Sarà un vero pellegrinaggio del Vescovo in tutto il territorio della nostra diocesi, per verificare, incoraggiare e correggere questo cammino di pastorale fondamentale che abbiamo finora tracciato insieme.

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