Una settantina di eventi concentrati in una settimana e in diverse sedi di Macerata, dove migliaia di persone hanno la possibilità di avvicinare nomi famosi della letteratura, ma anche autori emergenti. Questa è “Macerata Racconta”, rassegna nata nel 2011 con lo scopo di «portare il libro a più persone possibili».
La professoressa Lina Caraceni, presidente dell’associazione “ConTesto” cui fa capo l’organizzazione, è soddisfatta dei risultati della nona edizione, svoltasi dal 29 aprile a 5 maggio. «Ancora una volta abbiamo centrato due obiettivi del nostro sforzo: coinvolgere l’intera città in una “festa del libro” e fare cultura tramite lo scritto e la parola, offrendo stimoli per poter ragionare e sviluppare il proprio senso critico».

Come si articola la manifestazione?
Noi proponiamo ogni anno un tema (quest’anno “Le derive” ndr) che fa da filo conduttore. Individuiamo libri che abbiano attinenza con esso e che siano strumento adatto per trovare chiavi di lettura su realtà che il tema coinvolge.

Nel programma di quest’anno figuravano nomi noti insieme ad autori sconosciuti al grande pubblico. Perché questa scelta?
Perché la gente, attratta dai grandi nomi, finisce così per accostarsi anche ai nuovi autori e questo è parte dell’arricchimento che la rassegna produce. Peraltro, in questi anni molti giovani autori, dopo essere stati nostri ospiti, hanno vinto premi letterari prestigiosi o sono stati tra i finalisti.

Questo li ha “affezionati” a Macerata Racconta…
A Macerata vengono volentieri anche autori di successo poiché ci siamo conquistati una buona reputazione. Quest’anno, ad esempio, abbiamo avuto ospiti Simonetta Agnello Hornby, che ha scelto Macerata per aprire il tour di presentazione del suo nuovo libro e Jhumpa Lahiri, premio Pulitzer, nonché membro dell’American Academy of Arts and Letters.

All’interno di Macerata Racconta c’è anche la fiera dell’editoria Marche Libri. Che ruolo ha?
Marche Libri è nata su proposta della Regione Marche e d’intesa con il Comune, per dare visibilità ai tanti editori marchigiani. La nostra regione è quella che nel rapporto con la popolazione ha il più alto numero di case editrici. Alcune affermate a livello nazionale, altre di nicchia che pubblicano ottimi libri: noi mettiamo volentieri a disposizione lo spazio espositivo per avvicinarle al pubblico dei lettori.

Come è stata la risposta dei giovani?
Con il “Premio Macerata Racconta Giovani” c’è la loro impegnata partecipazione durante l’anno. Essi portano avanti le attività che avvicinano i ragazzi di tutte le età alla lettura. Ciò, insieme al coinvolgimento dell’Università, del Museo della scuola e di diverse istituzioni scolastiche, costituisce un forte valore aggiunto della manifestazione.

Per il 2020 sono previste novità?
L’organizzazione è già partita sulla base della formula già collaudata. Posso anticipare solo il tema della decima edizione che sarà “Le meraviglie”.

Momenti di Macerata Racconta (foto Distilleria fotografica)

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