Chiuso il Festival di Cannes con la vittoria del film coreano “Parasite” di Bong Joon-ho, l’attenzione si concentra sull’appuntamento del giovedì, sulle uscite ordinarie in sala. Ecco le principali novità dal 30 maggio nella consueta rubrica di cinema del Sir e della Commissione nazionale valutazione film Cei: la difficile relazione padre-figlia in “Lucania. Terra sangue e magia” di Gigi Roccati; il biopic musicale “Rocketman” di Dexter Fletcher su vita, musica ed eccessi di Elton John; il blockbuster action “Godzilla 2” diretto da Michael Dougherty; e il documentario sociale “Selfie” di Agostino Ferrente.

“Lucania. Terra, sangue e magia”
Regista e sceneggiatore classe 1979, Gigi Roccati con il suo secondo film “Lucania. Terra, sangue e magia” firma un road movie esistenziale in cui sono coinvolti un padre e una figlia, in fuga da colpe e sofferenze verso la conquista di una pallida libertà. Basilicata oggi, in una campagna selvaggia e arcaica vivono Rocco (Joe Capalbo) e Lucia (Angela Fontana), padre e figlia, due personalità diverse e distanti; in particolare, Rocco, contadino spigoloso ed ermetico, è in apprensione per il temperamento della ragazza, così instabile e volatile. La loro vita cambia però di colpo, quando Rocco si ribelle alla minaccia di un mafioso, che gli chiede di seppellire rifiuti tossici nella sua terra. Per loro non rimane altra via che la fuga; una fuga disperata e liberatoria. Lo svolgimento della storia ha un andamento semplice e intenso. Nel film emerge un doppio viaggio, quello di espiazione da parte di Rocco, e quello di formazione, di crescita, da parte di Lucia. In mezzo, la natura ribelle e rigogliosa fa da contrasto con lo spicchio di modernità rappresentato da strade e autostrade. Il mare poi è l’ultimo desiderio di Rocco, estremo contatto con un paesaggio tanto bello quanto immobile. “Lucania” è un film timido e deciso, che rimanda ad antiche tradizioni; un’opera però che cerca di non isolarsi dalla contemporaneità. Dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

“Rocketman”
Nella stagione cinematografica 2018-2019 il filo rosso è il racconto delle leggende della musica rock inglese. L’anno 2018 si è infatti chiuso con l’incasso record del film “Bohemian Rhapsody” sulla band dei Queen e soprattutto sul frontman Freddie Mercury (Oscar miglior interprete 2019 a Rami Malek). Ora dal 29 maggio è in sala “Rocketman”, biopic sulla vita, le celebri canzoni e i tanti eccessi del cantante britannico Elton John. A dirigerlo è il regista Dexter Fletcher (“Eddie the Eagle”), che di fatto ha firmato anche il citato “Bohemian Rhapsody” subentrando al collega Bryan Singer nel nella fase finale di riprese e post-produzione. Presentato fuori concorso a Cannes, “Rocketman” racconta a ritroso l’avvio della carriera di Reginald Kenneth Dwight in arte Elton John, interpretato con efficacia ed energia dal bravo Taron Egerton – conosciuto in “Kingsman” e nel recente “Robin Hood. L’origine della leggenda” –, dalla non facile infanzia con due genitori fragili e incostanti al sogno della musica nella cornice di sperimentazione ed eccessi degli anni ’70 e ’80. Il film, valorizzato oltre che dagli interpreti e dalla solida componente musicale, esplora le diverse sfumature del cantante, compresi anche gli angoli bui del carattere e le dipendenze.

“Godzilla 2”
Nel 2014 Gareth Edwards ha riportato in sala la mitica figura cinematografica di matrice nipponica Godzilla, nata negli anni ’50. Un progetto targato Warner Bros. e Legendary e legato anche alla ripresa del filone su King Kong, che condurrà infine uno scontro diretto tra le due creature nel film “Godzilla vs Kong” atteso nel 2020. A fine maggio è in sala “Godzilla 2. King of the Monsters” diretto da Michael Dougherty, che vede protagonisti Vera Farmiga e Millie Bobby Brown (nota per il personaggio Undici nella serie Netflix “Stranger Things”). “Godzilla 2” mette in campo suggestivi effetti speciali, probabilmente la parte di maggiore richiamo del film. Per appassionati del genere.

“Selfie”
Menzione finale per un piccolo film d’inchiesta sociale, ma con sguardo ironico. Si chiama “Selfie” ed è diretto da Agostino Ferrente, presentato nella sezione Panorama al 69° Festival del cinema di Berlino. È un racconto vero, in primo piano, con modalità smartphone, di due adolescenti nelle periferie di Napoli, tra il sogno di una vita migliore e la presa di coscienza di una malavita ingombrante, pronta a fagocitare tutto e tutti. Un racconto realistico, graffiante, che trova leggerezza grazie ai due protagonisti, alla freschezza di linguaggio adottato.

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments