Si è conclusa in questi primi giorni di giugno l’esperienza della settimana di fraternità del clero diocesano. 23 sacerdoti insieme con il vescovo sono stati ospitati nella bellissima casa della comunità mariana “Regina dell’amore” in Val di Fassa.

Questa comunità è formata da famiglie e consacrati, nata a Macerata negli anni 80, ha una comunità sorella a Soraga, piccolo borgo tra Moena e Vigo di Fassa. Quello di Rois è un hotel del tutto particolare, nel quale l’accoglienza dell’ospite è vissuta davvero come un tratto caratteristico della vocazione dei consacrati che vi operano. Tutto è pensato per aiutare a vivere un tempo di riposo, di meditazione, di preghiera e anche di riscoperta di un’alimentazione più sana.

Per noi maceratesi la tavola è un luogo sacro e qui a Rois si cerca di seguire, anche a tavola, gli insegnamenti della Laudato Si‘: un cibo buonissimo, assolutamente naturale, preparato con cura e pensato per disintossicare le nostre abitudini alimentari sempre più condizionate dalla fretta da fast food.

Chiaramente non abbiamo solo mangiato e pregato, ma abbiamo anche vissuto dei momenti di riflessione sul valore e l’attualità della regola di San Benedetto per l’uomo e il prete di oggi. Questo testo, che ha ben 1500 anni, è tutt’ora estremamente vivo e prezioso per consigliare uno stile di vita armonico, in cui il lavoro, la preghiera, la fraternità, la cura della propria interiorità e la custodia del cuore trovino il loro giusto posto.

Durante il soggiorno abbiamo vissuto la gradita visita di monsignor Lauro Tisi, vescovo di Trento, del cui territorio fa parte la Val di Fassa. È stato un prezioso momento di confronto, che ha consentito di verificare anche una bella sintonia nello stile pastorale che sia la diocesi di Trento, sia la nostra piccola diocesi di Macerata stanno cercando di portare avanti, secondo le direttive di Papa Francesco e una saggia lettura dei nostri tempi, complicati ma belli.

Infine con delle semplici e belle passeggiate in montagna, abbiamo visto alcuni dei luoghi più caratteristici di questo straordinario paesaggio, verificando purtroppo anche gli sconvolgenti danni ai boschi di abeti e larici provocati dal tornado che lo scorso anno si è abbattuto qui in pochi minuti di una sola notte. Tutto insieme ha costituito una esperienza sicuramente bella, che potrebbe arricchire spiritualmente anche tanti giovani e famiglie delle nostre zone.

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