di Gianni Borsa

La nuova frontiera della droga? La consegna a domicilio, passando magari per un call center. Il “mercato” degli stupefacenti è particolarmente “creativo”, innovativo, cerca sempre nuovi “clienti” (o vittime, a seconda dei punti di vista), e non si ferma di fronte a nulla. Passa attraverso il digitale, mobilita capitali, investe in nuove forme produttive e commerciali. Il tutto affiancato dai tradizionali “metodi” fuorilegge, dallo spaccio alla violenza. Per questo richiede, sul fronte del contrasto, altrettanta capacità di risposta. Una sintesi del fenomeno emerge dalla “Relazione europea sulla droga 2019. Tendenze e sviluppi”, pubblicata il 6 giugno dall’Agenzia europea delle droghe di Lisbona.

Numeri da capogiro. “La droga rimane una minaccia variegata e in costante evoluzione nella nostra società, che coinvolge la vita di milioni di cittadini in Europa e in tutto il mondo”. Si tratta di un “fenomeno complesso” e per questo “abbiamo bisogno di un approccio più coordinato che ne contrasti l’offerta e la domanda”. Dimitris Avramopoulos, commissario Ue per gli affari interni, illustra e commenta il rapporto dell’Agenzia Ue con sede a Lisbona (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, Emcdda). Il commissario afferma: “I nostri sforzi stanno portando frutto attraverso le nuove regole per bandire le sostanze psicoattive e la nostra cooperazione rafforzata con partner internazionali. Tuttavia abbiamo pure bisogno di guardare al ruolo della digitalizzazione del mercato della droga”. Il documento denuncia sin dalle prime pagine “un aumento della disponibilità”, diffusa e generalizzata, “di cocaina, come evidenziato dal fatto che i sequestri hanno raggiunto livelli record”.
Nell’Ue28 (più Norvegia e Turchia) si registrano più di un milione di sequestri l’anno di sostanze illecite.
Secondo l’agenzia, “96 milioni di adulti nell’Ue, di età compresa tra i 15 e i 64 anni, hanno provato una sostanza illecita nel corso della loro vita”. Si stima che “1,2 milioni di persone siano sottoposte ogni anno a trattamento in seguito al consumo di droghe”. Nel 2018 “sono state individuate per la prima volta nell’Ue 55 nuove sostanze psicoattive portando il numero totale di sostanze monitorate dall’osservatorio a 730”.

Mercato in espansione. Il rapporto sulle droghe in Europa si sofferma ad analizzare – in un centinaio di pagine – produzione, commercializzazione, consumo e ricadute sulla salute pubblica di cocaina, cannabis, ecstasy, anfetamine, oppiacei nei Paesi Ue più Turchia e Norvegia. Salta agli occhi un quadro preoccupante a proposito del quale Alexis Goosdeel (nella foto assieme al commissario Avramopoulos), direttore dell’agenzia, afferma: “Le sfide che affrontiamo nel settore della droga divengono sempre più impegnative. Non solo vi sono segnali di una maggiore disponibilità di droghe di origine vegetale come la cocaina, ma assistiamo anche all’evoluzione di un mercato in cui le droghe sintetiche e la produzione di droghe in Europa acquisiscono una crescente importanza”. Tale situazione “è evidenziata dai problemi associati al consumo di oppiacei sintetici molto potenti, dalle nuove tecniche usate per la produzione di ecstasy e amfetamine e dai recenti sviluppi nella trasformazione della morfina in eroina all’interno dei confini europei”.

Numerose rotte di traffico. Nel capitolo riguardante la cocaina si apprende che sono in forte aumento sia il numero di sequestri sia i quantitativi sequestrati. Nell’Ue si segnalano in un solo anno oltre 100mila sequestri, con 140 tonnellate di sostanze ritirate dalle forze dell’ordine.
“La cocaina – spiegano gli esperti di Emcdda – entra in Europa attraverso numerose rotte di traffico, con molti sistemi, ma la crescita del traffico di grandi quantitativi, mediante container marittimi, si evidenzia come problema principale”.
“Risulta evidente che l’utilizzo dei social media, dei mercati presenti sul darknet, e delle tecniche di crittografia abbiano un ruolo sempre crescente nel consentire a piccoli gruppi e a singoli individui di cimentarsi nello spaccio di droga”. La relazione parla dunque di “metodi di distribuzione innovativi”: “un esempio è costituito dall’esistenza di call center dedicati all’acquisto di cocaina, con corrieri che assicurano consegne rapide e flessibili”. A questo punto il documento parla (con termine forse improprio…) di “uberizzazione” del commercio della cocaina, realizzando un mercato competitivo “in cui gli spacciatori competono tra loro offrendo servizi aggiuntivi oltre al prodotto stesso”.

Si continua a morire… Lo studio dell’agenzia di Lisbona è una miniera di dati e di esempi. Si scopre che la cocaina è “comunemente” consumata da 2,6 milioni di persone a partire dai 15 anni in avanti. Segue il capitolo sull’eroina: in tal caso i sequestri – per soffermarsi su un solo aspetto – superano le 5 tonnellate l’anno, oltre alle 22 bloccate dalle sole autorità turche. Poi ci sono i nuovi oppiacei, provenienti per ora da Stati Uniti e Canada, non molto diffusi, ma il cui consumo “è collegato ad avvelenamenti e decessi” (perché di droga si continua a morire!).
Quindi la cannabis, “sostanza illecita più diffusa in Europa”: ne fanno uso pressoché regolare oltre 17 milioni di cittadini Ue.
Andrebbe inoltre approfondito il fatto che l’Europa non è solo un mercato di consumo, ma anche un’area di produzione di stupefacenti, con una particolare “vocazione” per le droghe sintetiche (la relazione segnala in particolare i Paesi Bassi). Laura D’Arrigo, presidente del Consiglio di amministrazione di Emcdda, rilascia un commento conclusivo: “Durante l’ultimo periodo l’Europa ha affrontato alcuni drammatici cambiamenti nel fenomeno della droga, compresa la comparsa di varie sostanze non controllate” o finora sconosciute; “la comprensione degli attuali problemi di droga ci consente di prepararci alle sfide future in questo settore in rapida evoluzione”.

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