Chiesa di Downpatrick

Questa terza giornata è stata caratterizzata da un piccolo pellegrinaggio, circa un’ora e mezzo di auto, alla cittadina di Downpatrick, dove si conserva secondo tradizione la tomba di San Patrizio. Questo santo che noi conosciamo come patrono di Treia, è molto più significativamente il patrono dell’intera Irlanda, che ha evangelizzato intorno al V secolo.

Tomba di san Patrizio

La vita avventurosa di questo vescovo missionario merita di essere ricordata: Patrizio era un giovane cristiano di origine scozzese, che fu catturato da soldati Celti provenienti dal Nord Irlanda e condotto qui come schiavo. Durante la sua schiavitù che si concluse con una fortunata fuga ed il conseguente ritorno a casa, Patrizio scopri nella prova il grande valore della sua fede cristiana.

Nella sua autobiografia ricorda come la preghiera crescesse di giorno in giorno nella sua vita, tanto da diventare una continua invocazione a Dio. Tornato in patria Patrizio divenne prima diacono poi sacerdote ed infine fu ordinato vescovo missionario, con il compito di tornare in Irlanda a diffondere la fede, ordinare sacerdoti e costituire le prime diocesi di questa terra.

Questa missione Patrizio la portò avanti con grande fede, sostenuto secondo la tradizione da un particolare aiuto di Dio, che gli permise di compiere vari miracoli. Patrizio, che in Irlanda aveva sperimentato la schiavitù, tornò per portare la libertà di Cristo agli abitanti di queste terre. La conoscenza della lingua e delle usanze di queste popolazioni, gli permise di attuare una evangelizzazione che valorizzava tutto quanto di bello e di buono aveva potuto trovare nelle loro tradizioni e nella loro cultura.

Secondo la tradizione, nella cittadina di Downpatrick aveva fondato uno dei tanti monasteri di cui aveva costellato questa bella isola e fu sepolto proprio sotto la chiesa del monastero. Varie chiese nel corso del tempo furono costruite l’una sopra l’altra, fino a giungere a quella attuale che abbiamo visitato e che è stata costruita all’inizio del diciannovesimo secolo. Dal 1500 la chiesa che custodisce il ricordo di San Patrizio non è più cattolica ma anglicana.

L’abbiamo visitata ascoltando la bellezza del suono dell’organo, un omaggio all’evangelizzazione dell’Irlanda e forse un segno di speranza di una futura unificazione di tutti i credenti cristiani di questa bella isola. Poco fuori della chiesa in un piccolo cimitero una grande pietra antica è stata posta simbolicamente a ricordare la tomba di San Patrizio.

Di questo santo evangelizzatore e grande pellegrino mi piace ricordare una preghiera a lui attribuita che può davvero costituire la preghiera del Pellegrino Cristiano, dice così:

«Che la strada ti venga incontro, che il vento soffi alle tue spalle, che il sole brilli sul tuo volto, che la pioggia bagni le campagne attorno a te. E fino a che non ci incontreremo di nuovo, che il Signore ti sostenga tenendoti nel palmo della sua mano».

Con monsignor Aemon Martin

Nella serata il pellegrinaggio a San Patrizio si è idealmente completato con l’incontro con il suo successore, infatti la diocesi di San Patrizio è proprio la diocesi di Armagh nella quale ci troviamo ed il suo vescovo e presidente della Conferenza Episcopale irlandese, monsignor Aemon Martin, ci è venuto a trovare in questo che è il suo seminario Redemptoris Mater.

È un giovane vescovo di 58 anni, molto amichevole e dinamico. Abbiamo parlato dell’Irlanda e dell’Italia, della fatica ma anche della bellezza di condurre le nostre rispettive comunità diocesane in questo tempo di ricerca di nuove vie per portare il Vangelo, soprattutto alle nuove generazioni. L’ho invitato a venirci a trovare a Macerata, per consolidare questa amicizia tra due Chiese sorelle nel nome di San Patrizio e della comune passione per l’evangelizzazione. Ci siamo salutati con un brindisi di un ottimo whisky irlandese, poco ma buono, alla salute reciproca e del nostro San Patrizio.

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