In quest’ultima giornata irlandese abbiamo visitato il Seminario nazionale di Maynooth che ospita oggi la facoltà teologica e parte del Campus dell’università statale. È un edificio magnifico costruito attorno ad un grande chiostro e con una bellissima chiesa.

Il Direttore, che ha studiato in Italia al Collegio Irlandese di Roma, ci ha raccontato la storia di questo gigantesco edificio che ha ospitato fino ad un massimo di 600 seminaristi provenienti da tutta l’Irlanda. Di fatto dopo la conquista inglese dell’Irlanda per vari secoli la Chiesa era perseguitata e veniva impedito di formare nuovi sacerdoti cattolici. Così alla fine del’700 nacquero in diversi Paesi europei, tra cui Francia e in Italia, dei collegi irlandesi per la formazione del clero cattolico. Ma nel timore che questi preti formati all’estero potessero importare in Irlanda idee rivoluzionarie, gli inglesi preferirono permettere l apertura di un grande seminario dove la formazione poteva essere meglio controllata. Con l’aiuto degli emigranti soprattutto in Nord America il seminario poté crescere e riempirsi di vocazioni, sia per la fede del popolo delle campagne, sia perché le famiglie erano molto numerose.

Oggi questi edifici sono comunque ancora utilizzati, sia dalla Chiesa per la formazione di fedeli e presbiteri, che dalla università statale, che dalla Caritas irlandese. Ma certo sarebbe davvero bello poter rivedere questi luoghi di nuovo riempiti da giovani che desiderano impegnare la loro vita per evangelizzare non solo questa bellissima terra, ma anche di nuovo tante parti del mondo, seguendo la tradizione missionaria che è sempre stata fortissima in Irlanda.

Il nostro viaggio sta per finire. È venerdì e molto presto ci attende il volo per Roma. Ogni volta che allarghiamo lo sguardo oltre la siepe dei nostri confini si scopre la diversità notevole delle Chiese locali che popolano anche solo la nostra Europa. Tante storie, tante tradizioni, ma una comunanza di fede e spesso di problemi che tutti con fatica e speranza cerchiamo di risolvere facendo del nostro meglio.

La nuova evangelizzazione non è facile, richiede di valorizzare ciò che di bello e buono ci consegna la tradizione, ma anche di tentare ed immaginare vie nuove che sappiano rispondere alle domande presenti nell’intimo degli uomini di questo nuovo millennio.

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