Macerata e la luce «popolare» dello Sferisterio: la pioggia non ferma l’inaugurazione

Grande partecipazione nonostante il maltempo. Il sindaco Carancini: «L'obiettivo è stato quello di mettere insieme il rispetto di una coerenza tecnica con la possibilità di far innamorare le persone»

In molti hanno sfidato l’acquazzone estivo per assistere a quello che era annunciato come un evento storico per l’Arena Sferisterio e che, visti i commenti registrati e la partecipazione sotto la pioggia battente, non ha tradito le aspettative. L’inaugurazione dell’intervento di light design era attesa anche per il dibattito dei giorni scorsi, in alcuni casi sfociato in accesa polemica, avuto luogo dopo l’anteprima tecnica dei giorni scorsi, prontamente catturata dai mezzi di comunicazione e dai social.

Al grido di «luce», il sindaco di Macerata Romano Carancini ha alzato il “sipario” sulla nuova illuminazione dello Sferisterio, pronta ad accogliere l’inizio della stagione lirica 2019 dell’Opera Festival. Il consenso dei presenti è apparso unanime alla vista della versione per così dire classica, di certo elegante. Tuttavia, non ha subito scossoni neanche dopo la “demo” che ha svelato le molteplici accese colorazioni in seno alle potenzialità del progetto di illuminazione voluto dall’Amministrazione comunale e ideato dall’Accademia di Belle Arti di Macerata nell’ambito del Piano Light Design Strategy. Un piano redatto dall’istituto stesso e approvato dalla Soprintendenza delle Marche. Acclamazione anche per la versione “tricolore” che ha concluso la serata.

Non hanno temuto la pioggia anche le numerose autorità che hanno raggiunto piazza Nazario Sauro, dal vescovo di Macerata Nazzareno Marconi al prefetto Iolanda Rolli, dal questore Antonio Pignataro al comandante dei Carabinieri di Macerata Michele Roberti, fino al mondo dell’industria come Adolfo Guzzini. Non è voluto mancare l’assessore regionale Angelo Sciapichetti. Con il vice sindaco Stefania Monteverde, assessori e consiglieri comunali di maggioranza in prima fila, ma presenze anche tra le fila delle opposizioni come i due Cinquestelle Andrea Boccia e Roberto Cherubini.

Non a caso, i corpi illuminanti dello Sferisterio si devono alla IGuzzini e interessano la facciata principale dell’arena (su piazza Nazario Sauro) e la parte laterale dell’emiciclo (lungo via Diomede Pantaleoni), mentre ulteriori apparecchi a led illuminano il porticato di ingresso al monumento. Nuova luce anche per la volta e le due facciate di Porta Mercato. La realizzazione del progetto e la stipula della convenzione tra il Comune e l’Accademia di Belle Arti rientrano nella Strategia di sviluppo urbano sostenibile del Comune di Macerata “Iti in-nova Macerata”, finanziata nell’ambito del Por Fesr Marche 2014-2020, nel quadro degli interventi di “Illuminazione per l’efficientamento e la riqualificazione del paesaggio urbano”.

Nel corso della sua presentazione di apertura, il sindaco Carancini ha definito la nuova illuminazione come “popolare”: «Si tratta di una provocazione – ha poi spiegato -, ma le linee guida dell’Accademia di Belle Arti, con la quale abbiamo discusso e ci siamo confrontati per lungo tempo, andavano in una direzione che a noi piaceva e che condividevamo in maniera totale: quella di una luce che potesse arrivare a tutte le persone». L’obiettivo è stato quello di «di mettere insieme il rispetto di una coerenza tecnica con la possibilità di far innamorare le persone» per la presenza scenica delle sue caratteristiche dei corpi illuminanti su un monumento fondamentale per la città e non solo come lo Sferisterio. «Per questo mi piace dire che questa è una luce “popolare” – ha ribadito il Sindaco -, una luce “di tutti” e credo che saranno in molti ad apprezzarla, così come sono convinto che questo avverrà sempre di più nel corso del tempo».

Soddisfazione anche per la direttrice dell’Accademia di Belle Arti Rossella Ghezzi: «Siamo temerari – ha affermato -, non ci fermiamo di fronte a nessuna difficoltà e anche in questo caso abbiamo portato avanti un progetto molto importante e unico nel suo genere. La nostra Accademia ha dimostrato ancora una volta di essere portatrice di innovazione e di progetti artistici di grande livello».

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