Emergenza rifiuti, l’allarme di Confindustria Macerata: a rischio imprese e occupazione

Sono sempre più in difficoltà le imprese della Provincia di Macerata che non riescono a collocare i rifiuti speciali prodotti dalle proprie attività negli impianti di destinazione finale

Sono sempre più in difficoltà le imprese della Provincia di Macerata che non riescono a collocare i rifiuti speciali prodotti dalle proprie attività negli impianti di destinazione finale. Si tratta ormai di una vera e propria emergenza che vede come fattori critici la chiusura di mercati esteri, che per anni avevano assorbito i materiali da rigenerare, e la carenza impiantistica nazionale e locale, dovuta principalmente a leggi confuse e ostative, burocrazia, difficoltà di localizzazione degli impianti, proteste della collettività.

Confindustria Macerata vuole lanciare un allarme, richiamando in particolare l’attenzione delle Istituzioni e della collettività, perché fortemente preoccupata delle ripercussioni sul sistema produttivo locale, già fortemente compromesso da una lunga crisi economica e dal sisma 2016/2017. Le aziende lamentano un aumento dei costi di smaltimento in media del 50% rispetto allo scorso anno e la difficoltà di tenere in deposito presso il luogo di produzione i rifiuti che non trovano una collocazione finale, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’impresa stessa, con ovvie ripercussioni sui lavoratori e sul sistema produttivo provinciale.

Il problema è ancor più sentito nella Regione Marche in cui è molto difficile costruire nuovi impianti di smaltimento e recupero rifiuti e ampliare quelli già esistenti. La principale discarica della Regione che riceve rifiuti speciali chiuderà entro la fine dell’anno, non esistono in Regione discariche per rifiuti inerti in grado di assorbire parte delle macerie del sisma ed è preclusa la possibilità di realizzare termovalizzatori e di produrre energia da CSS.

La localizzazione e realizzazione di qualsiasi tipo di impianto è inoltre di fatto ostacolata dai Comitati cittadini e le leggi nazionali bloccano le autorizzazioni al recupero a causa della mancanza dei criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto (c.d. End of Waste).
Manca di fatto l’ultimo trattino per chiudere il cerchio tanto auspicato nella nuova politica europea dell’”economia circolare”. Interi settori sono in difficoltà perché le aziende non sanno più come gestire molte tipologie di rifiuti tra cui ad esempio i fanghi di verniciatura e da depurazione, i residui organici a base solvente, i rifiuti plastici etcc, nonché tutte le macerie ed i rifiuti che deriveranno dalla fase di ricostruzione post- sisma.

Di fronte ad un simile quadro è evidente che la questione dei rifiuti rischia di diventare esplosiva come sta già accadendo in altre regioni d’Italia, dove depositi clandestini e cassonetti che bruciano mettono a rischio la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente, nonché la sopravvivenza delle imprese stesse. Già dalla fine dello scorso anno la nostra associazione ha sottoposto all’attenzione delle amministrazione preposte la situazione di emergenza che si stava delineando e la necessità di arrivare all’autosufficienza impiantistica rispetto ai fabbisogni esistenti di collocazione dei rifiuti, in linea con quello che stava accadendo nelle altre Regioni d’Italia.

Ad oggi la situazione non si è purtroppo ancora sbloccata e rischia di diventare seriamente pericolosa con l’annunciata chiusura della discarica Sogenus spa.
Confindustria Macerata rivolge pertanto un appello alla Regione, alla Provincia, alle Amministrazioni locali ed alla collettività per individuare soluzioni rapide soprattutto sul fronte della programmazione degli interventi. E’ indispensabile e responsabile superare gli ostacoli tecnici ed ideologici che ostacolano la corretta gestione del rifiuto speciale e scoraggiano l’iniziativa privata alla realizzazione di nuovi impianti. Il rischio altrimenti è del collasso della produzione.

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