Le Marche ai vertici di “Spighe verdi 2019”: Montecassiano tra i Comuni rurali

L'assessore regionale Casini: “Regione virtuosa, il riconoscimento è il frutto di un percorso intelligente verso la qualità e sostenibilità ambientale”

Le Marche si confermano regione green, ai vertici anche quest’anno di ‘Spighe Verdi’ il premio annuale ai Comuni più virtuosi per la gestione sostenibile del territorio indetto da Fee Italia (Fondazione per l’educazione ambientale) e Confagricoltura. La Regione, insieme a Toscana e Piemonte, in testa alla classifica con sei località: Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana.

Ad annunciare con soddisfazione il prestigioso riconoscimento ricevuto questa mattina è la vicepresidente Anna Casini, secondo la quale “il primato è frutto dell’impegno di una sinergia di forze trainanti: amministratori locali, associazioni di categoria, operatori agricoli, tutti uniti saldamente con il loro lavoro quotidiano per preservare il nostro straordinario territorio e l’ambiente”. “Siamo una regione virtuosa, il riconoscimento è il risultato di un percorso intelligente verso la qualità e la sostenibilità ambientale – aggiunge Casini – Puntare sul biologico, sulla diffusione delle ciclabili, sulla riduzione e riuso dei rifiuti, sul consumo intelligente e accorto della terra è una scelta di valore che paga anche in termini economici”.

Come accade con le Bandiere Blu, i vessilli per le acque e le località marine più pulite ed efficienti, la procedura per le Spighe Verdi segue un protocollo certificato ISO 9001-2015 che coinvolge nel gruppo di lavoro diversi enti istituzionali, dal ministero dell’Ambiente alle Politiche agricole, dal Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri all’Ispra passando per Cnr e Confagricoltura. Tra gli indicatori presi in considerazione: la partecipazione pubblica; l’educazione allo sviluppo sostenibile; il corretto uso del suolo; la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura; la qualità dell’offerta turistica; l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano; l’accessibilità per tutti senza limitazioni.

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