La visita pastorale per incontrare i nostri sacerdoti missionari nel mondo continua dopo Argentina e Irlanda con un grande balzo verso oriente, sulle orme di Padre Matteo Ricci.

Il primo aereo per Monaco parte con un’ora di ritardo da Ancona… cominciamo bene!
Intanto che aspettiamo ho tempo per raccontare qualche informazione di base sulla Cina. Un Paese con quasi un miliardo e mezzo di abitanti è molto più che un semplice Paese, aiuta pensarlo come l’intera Europa, compattata però da una lingua che quasi tutti parlano da secoli e da una tradizione di imperi che per la gran parte hanno dominato il territorio cinese almeno dal 221 a.C. fino a oggi. Questo vuol dire che 150 anni prima di Giulio Cesare in Cina c’era già l’impero Qin che dominava tutta la parte centrale della Cina di oggi.

La lingua cinese scritta è stata ritrovata in incisioni di 3500 anni fa. Non è una scrittura alfabetica ma è fatta di caratteri indipendenti e stilizzati che rappresentano le cose e le idee: gli ideogrammi. Nel corso della storia la loro pronuncia è cambiata, ma i segni sono rimasti gli stessi, come i numeri in Europa, scritti con gli stessi segni ma pronunciati in maniera diversa secondo le varie lingue. Grazie a questa caratteristica la lingua cinese diventò un incredibile strumento di unificazione per un popolo che era sparso in un territorio vastissimo e parlava moltissimi dialetti dai suoni più diversi. Questo permise a un impero centrale di amministrare un territorio vastissimo e popolazioni diversificate. Ancora oggi la Cina è così, tanto che gli studiosi dicono che esiste una Cina e tante Cine allo stesso tempo.

Mi ha colpito che da 3500 anni, ad esempio, la parola “casa” la scrivono tutti allo stesso modo, ma ognuno la pronuncia o l’ha pronunciata nel tempo in tante maniere diverse. È questa unione forte che coesiste con tante diversificazioni che caratterizza una cultura fin dalla scrittura e che probabilmente ci rende così diversi dai nostri amici cinesi.

Questa unificazione fatta dal primo imperatore Qin puntava a un solo esercito, una sola amministrazione, una moneta, una unità di misura, e una sola scrittura. La storia che seguì alternò divisioni e riunificazione nel corso di 3 millenni, ma non cancellò mai del tutto il sentirsi parte di una realtà comune.

La più significativa riunificazione si ebbe nel 589 d.C. quando da noi San Benedetto da Norcia aveva da poco dato inizio al tentativo di riunificare culturalmente un impero disgregato dai barbari. In Cina le nuove dinastie imperiali diedero inizio con gli esami imperiali alla formazione di funzionari e amministratori di grande qualità che reggevano in maniera compatta ed efficiente le varie province. Da allora in Cina lo studio è sentito come via sicura di successo e si spiega l’impegno eroico con cui fin da piccolissimi ancora oggi si affronta la scuola e gli esami.

Quello cinese è un popolo che rincorre dalla nascita il buon voto e il buon affare: da queste due sorgenti attende il successo. Questo lascia intuire come possano aver trovato una maniera di mettere assieme capitalismo spinto e socialismo marxista.
Questo dicono i libri. Cosa di fatto accade in Cina comincerò a vederlo, a Dio piacendo da domani.

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