In questa visita si alternano incontri significativi e preziosi, ma dei quali è più prudente non parlare, alla visita di luoghi stupendi, dei quali non si finirebbe mai di raccontare. Abituarsi alle dimensioni della Cina non è possibile, soprattutto in questo poco tempo, così la visita alla Grande muraglia, circa 90 km a nord del centro storico di Pechino, si compie quasi senza lasciare la città odierna. Pechino infatti ha una si sviluppa su un’area pressoché quadrata con un lato di ben 130 km: dal centro alle ultime periferie ci sono ben 60 km. In pratica la città è grande come una volta e mezzo la superficie della nostra regione e vi abitano tra residenti e ospiti circa 27 milioni di persone, quasi metà degli abitanti dell’Italia!

La Grande muraglia è un sistema ininterrotto di fortificazioni iniziato prima del 200 a.C. per difendere la Cina dalle invasioni dei popoli del Nord, come i Mongoli. È tanto lunga e grande che la si riconosce guardando la Terra dalla Luna. È stata ampliata e conservata per quasi 1500 anni e ha ben difeso l’impero da razzie distruttive, ma alla fine i Mongoli hanno conquistato la Cina e oggi quei popoli del Nord, così temuti, fanno parte della Cina.

Mentre percorrevo la muraglia non potevo pensare che a due cose: i muri di confine possono impedire una invasione, ma il cammino della storia va verso l’incontro dei popoli e questo prima o poi si compie. Vivere la storia senza subirla, né pretendere di cancellarla, è frutto della prudenza dei governanti e della saggezza dei popoli. Studiarla farebbe bene a tutti.

Oggi la Grande muraglia è una attrazione turistica, dove si sentono tutte le lingue del mondo. È curioso come un’opera fatta per dividere possa diventare occasione di incontro e comunione tra i popoli: sono quelle ironie sottili con cui la Provvidenza ama operare nei tempi lunghi.

Il nostro viaggio è continuato visitando nel cuore della città i Giardini dell’imperatore. È un complesso di circa 3 km quadrati che comprende anche un grande lago artificiale, innumerevoli padiglioni, ed un portico lungo oltre un chilometro. È impressionante pensare che tutto questo fosse per una sola persona, con i suoi ospiti e i suoi innumerevoli servi.

Ieri come oggi le differenze sociali ed economiche tra le persone sono così grandi da diventare letteralmente scandalose. Che poi il tempo faccia giustizia e ora questo giardino meraviglioso sia a disposizione di milioni di persone ogni anno, è una consolazione reale, ma incompleta.

A tarda sera una nuova consolazione, la possibilità di visitare la nuova cattedrale di Pechino, tra l’altro da poco restaurata anche con il contributo statale. Ci ha commosso vedere, in una grande vetrata della navata, l’immagine di Padre Matteo Ricci. Qui nella venerazione popolare dei cristiani è già indubbiamente santo. Vox populi vox Dei, la voce del popolo credente rivela il pensiero di Dio, si diceva un tempo e non credo a torto.

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