Ormai da un giorno siamo a Taiwan, un’isola da 23 milioni di abitanti, che potremmo chiamare la piccola Cina. Alla fine del 1800 approfittando delle lotte interne alla Cina, il Giappone conquistò quest’isola staccandosi dalla amministrazione cinese. Dagli anni ’30 in Cina si rafforzò una dura lotta per il potere tra il partito nazionalista e quello comunista di Mao. La lotta si concluse nel 1949 quando Mao e i comunisti conquistarono tutta la Cina continentale, coi nazionalisti che si rifugiarono a Taiwan con il loro esercito. Da allora gli uni e gli altri si considerano entrambi il vero governo dell’intera Cina.

Negli anni molte nazioni si sono schierate prima riconoscendo Taiwan come governo legittimo dell’intera Cina e poi sempre più il governo comunista di Pechino. Oggi questa isola, piccola ma molto forte economicamente perché all’avanguardia nella produzione mondiale di alta tecnologia, cerca solo di mantenersi indipendente dalla Cina, puntando ad essere riconosciuta come Stato a sé. Qui in Oriente, come in tante parti del mondo le situazioni sono complesse e non è facile dire chi ha ragione. Noi siamo qui non per risolvere problemi mondiali, ma per riaffermare un legame di amicizia tra la nostra diocesi e la diocesi di Tainan al sud di Taiwan, dove da oltre 10 anni i nostri sacerdoti dirigono due parrocchie.

Ho incontrato il vescovo Bosco Lin, che ha studiato in Italia e conosce bene Macerata. Dal prossimo ottobre don Mirco tornerà in diocesi, ma la nostra collaborazione con questa chiesa diocesana continua per la presenza di don Emanuele Giammaresi e speriamo per la venuta qui di un altro prete a sostituire don Mirco.

In questa parrocchia, piccola ma molto viva ed attiva nella evangelizzazione della popolazione locale, la Chiesa è anche un santuario dedicato a Maria Assunta in cielo, e c’è una stretta collaborazione con una comunità di suore di Madre Teresa che vivono in un’ala del complesso parrocchiale. Qui assistono degli anziani e da qui si muovono nel quartiere per dare aiuto e conforto a tantissimi poveri ed ammalati. Qui vivono anche delle famiglie del Cammino neocatecumenale venute a condividere l’impegno missionario dei nostri sacerdoti e delle suore.

Ho incontrato con gioia, celebrando la festa della parrocchia insieme con il vescovo Bosco Lin, questa bella comunità con cui ormai siamo legati da stretta amicizia. Ho visto anche molta somiglianza spirituale tra questa missione e la missione che abbiamo in Argentina.

La nostra piccola Macerata è una bella realtà missionaria e dobbiamo essere fieri di questo servizio all’annuncio del Vangelo nel mondo. Penso che sarebbe davvero bello incoraggiare alcuni nostri giovani a vivere qui una esperienza di servizio missionario.

Non è certo l’Africa; qui ci sono tutti i limiti spirituali di un mondo moderno concentrato solo sul denaro e sul successo, ma anche qui, come da noi, c’è tanto bisogno di annunciare il Vangelo e di servire i poveri nell’anima e nel corpo.

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