Il Creato è l’alfabeto di Dio, non a caso Gesù per trasmettere (veicolare) in modo efficace i suoi messaggi essenziali ricorre spesso a immagini tratte dalla natura, quali le spighe del grano, gli uccelli del cielo, i pesci del mare ecc.

Questa lettura l’abbiamo fatta ieri in occasione della “festa delle canestrelle”, che ha voluto rendere omaggio con i beni della terra portati in dono dagli agricoltor alla Madonna della Misericordia nella basilica del Vanvitelli – la più piccola basilica cattolica – in piazza Strambi del capoluogo. Il corteo degli agricoltori in costumi d’epoca, delle parrocchie del capoluogo e delle periferie, con carri addobbati, si è radunato in piazza San Giovanni, ha percorso poi  le vie del centro storico fino a raggiungere il sagrato del duomo di San Giuliano.

Quest’anno la solennità è stata particolarmente significativa per la coincidenza col 1 settembre, giornata dedicata alla Custodia del Creato.

La processione è confluita alle soglie del piccolo santuario mariano, accolto dal vescovo Nazzareno Marconi e dal sindaco Romano Carancini.

Nel pomeriggio, alle ore 18.30, sempre sul sagrato di San Giuliano a causa della persistente inagibilità della cattedrale provocata dalle scosse del 2016, si è svolta la celebrazione Eucaristica.

La Santa Messa è stata presieduta dal vescovo Marconi e concelebrata da don Grigorij Linnik, rettore del santuario della Madonna della Misericordia, da don Andrea Leonesi, vicario generale, e dai parroci della città.

Il vescovo durante l’omelia si è posto la domanda: chi è misericordioso?
E ha risposto indicando il nostro Dio: un Dio che benefica, perdona, guarisce, salva dalla morte ed è tenero come un padre verso i figli. Ha ricordato che anche il Corano definisce Dio “Il misericordioso”. Ha fatto poi memoria di come questa paternità si esprima totalmente nel Padre Nostro, quando noi fedeli chiediamo il pane quotidiano. Per descrivere la tenerezza di Dio, ha invece citato Giovanni Paolo I, quando afferma che Dio è «padre e madre», l’amore più completo che un figlio possa ricevere.

Ha concluso, dicendo che Gesù è morto per noi, ma noi non per se stesso.

Il rito è stato accompagnato dalla Cappella musicale della Cattedrale diretta dal maestro di coro Carlo Paniccià.

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