I drammatici eventi dell’inizio del 2018 con protagonisti dei giovani (l’assassinio orribile di Pamela Mastrocola e la delirante ritorsione di Luca Traini) hanno reso improvvisamente famosa Macerata nella cronaca non solo nazionale, descrivendola come una comunità egoisticamente chiusa e fondamentalmente razzista e violenta.
La Presidenza Diocesana dell’Azione Cattolica, consapevole del bisogno e dell’urgenza, da un lato, di far sentire una voce dissonante rispetto ad una fuorviante narrazione mediatica e, dall’altro, di avviare quanto prima un pur complesso percorso di rimarginazione delle ferite inferte al tessuto sociale, si è interrogata sul proprio ruolo, avviando una riflessione su un possibile cammino di recupero e valorizzazione delle tante ricchezze, in termini di solidarietà ed accoglienza, di una città che ha come patrono San Giuliano, il santo “ospitaliere”.
Nell’autunno dello scorso anno si è pertanto proposto una visita guidata ai luoghi della città in cui storicamente si è tradotta in concreto la vocazione all’ospitalità, dando vita a istituzioni attive nel settore in parte ancora oggi presenti, che si è conclusa nel centro di accoglienza della Caritas, impegnato nell’assistenza a migranti e richiedenti asilo, grazie all’opera di operatori e volontari, giovani e adulti, anche dell’associazione.
Nella primavera successiva si è poi voluto fornire una lettura diversa dell’appuntamento elettorale per il Parlamento Europeo, proponendo un incontro presso i locali della biblioteca comunale col giornalista Gianni Borsa, inviato del S.I.R. a Buxelles, al quale si è chiesto, nel presentare il proprio recente libro sul tema, di condurre una riflessione sul valore, senza nasconderne le criticità, dell’adesione del nostro paese all’Unione e fornendo così un bagaglio di conoscenze indispensabili a consentire l’esercizio consapevole del proprio diritto di voto.
Per la festa del patrono della città, il 31 agosto, si è infine lanciato un Concorso Fotografico, aperto a tutti, dal titolo “Ascolta: scatta l’Accoglienza”; il tentativo è stato quello di stimolare la città a riaprire gli occhi, liberandoli dai veli del pregiudizio e dei luoghi comuni, su una realtà di solidarietà ed accoglienza magari poco “rumorosa” ma indubbiamente fertile ed ampiamente diffusa.
Grazie al prezioso aiuto del fotografo professionista Claudio Colotti, da sempre impegno nella c.d. fotografia sociale, si sono pertanto raccolte oltre 60 opere da parte di 17 concorrenti di ogni età, valutate da una qualificata commissione composta anche da esperti in materia, con le quali si è organizzata, con il patrocinio del comune, dal 29 agosto al 1 settembre, una mostra pubblica nei locali dei Magazzini U.T.O., in centro storico.
La premiazione dei vincitori del concorso, svolta giovedì 29 agosto con la partecipazione del vescovo, mons. Nazzareno Marconi, e dell’assessore e vicesindaco Stefania Monteverde, ha visto una folta presenza di pubblico, segno evidente del forte bisogno della città di riaffermare la propria vocazione solidale e accogliente, e la voglia di riprendere un condiviso percorso di costruzione di una comunità autenticamente generativa.

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