“Il web è nello smartphone. Oggi l’informazione passa attraverso questo strumento. Ci siamo resi conto che il tempo di permanenza nelle pagine non supera un minuto. Ciò significa che circola più informazione ma la capacità di approfondimento è quasi perduta”. Lo ha detto il direttore del Sir Amerigo Vecchiarelli, intervenuto ieri alla festa dei media Cei, promossa dalla diocesi di Monreale, a Terrasini. Spiegando la mission dell’agenzia della Conferenza episcopale italiana, il direttore ha evidenziato che “i vescovi sono ripetitori vivi della buona notizia di Dio che interpretano con il loro essere, con il loro sapere, con la loro vita”. Da Vecchiarelli l’incoraggiamento a “capire cosa è giusto mettere in evidenza anche nei fatti più tragici che ci circondano”. “Come giornalisti abbiamo il dovere di dare qualcosa di più, di vedere il futuro”, ha aggiunto. Il direttore del Sir ha poi indicato la sfida: “Dare un’informazione che sia reale, credibile”, perché “la maggior parte delle persone che cerca un’informazione su Google si ferma alla prima notizia uscita e la interpreta come verità”. “Questo è un problema perché ci si accontenta di poco”. Infine, l’importanza della presenza del Sir sul web. “Se ci siamo su quel mezzo è per essere efficaci, per dare un’informazione che sia da contraltare a tutto quello che passa sul web e sembra quasi legge divina”.

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