Anna Arfelli Galli, presentato l’ultimo lavoro della docente scomparsa

Edito da EUM, il volume è un atto d’amore verso suo marito e gli studi di psicologia

Luigi Alici, in un suo recente libro, “InfinitaMente. Lettera a uno studente sull’università” (edizioni EUM), nel ricordare la propria esperienza formativa, ha scritto che nel corso degli studi si possono incontrare diverse “categorie” di docenti. La fortuna di ogni studente sta nel poter incontrare e saper individuare quelli che l’autore chiama i “Maestri”, ovvero coloro che “ti aprono le porte” del sapere e sanno “accompagnarti con umiltà, senza essere invadenti, … a fiutare, a non lasciarti intrappolare dagli stereotipi, a non diventare prigioniero delle semplificazioni che insidiano il pensiero critico”. Insomma i “Maestri” sono quei professori che ogni studente si ricorderà per sempre, perché il loro insegnamento risulterà prezioso nella vita, oltre che per gli anni dell’università.

A questa categoria di professori hanno appartenuto Giuseppe Galli, medico e psicologo, che per molti anni è stato docente di Psicologia generale all’Università di Macerata e sua moglie Anna Arfelli Galli, psichiatra e psicologa, che a lungo ha insegnato Psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso lo stesso ateneo. Entrambi scomparsi, sono stati ricordati da colleghi, amici e numerosi loro ex studenti (alcuni diventati a loro volta docenti) nella sede della EUM per iniziativa della professoressa Rosa Marisa Borraccini, presidente della casa editrice universitaria, con la collaborazione dei Dipartimenti di Scienze della formazione e di Studi umanistici. L’occasione è stata la presentazione del volume “La Soggettività Fenomenica”, l’ultimo curato da Anna Arfelli, uscito per i tipi della EUM a fine aprile, pochi giorni prima della scomparsa della stessa professoressa Arfelli. Un libro che, oltre al suo indubbio valore scientifico, possiamo considerare l’ultimo atto d’amore di una donna verso suo marito.

Il libro, infatti, contiene scritti del professor Giuseppe Galli dedicati allo studio della soggettività fenomenica in prospettiva multidisciplinare e la presentazione del volume è stata un’occasione per ricordar anche la sua opera. Come ha scritto la curatrice nella parte introduttiva del volume, “Galli si è dedicato infaticabilmente a sostenere la dignità della persona, per uno sguardo rispettoso sull’uomo e il suo mondo fenomenico in tutti i campi: della ricerca e della prassi medica, psicologica, psicoterapeutica”, indirizzando la sua vita a interpretare la scuola della Gestalt come “scuola del rispetto”.

Anna Arfelli Galli, che dal 2003, dopo il ritiro dall’insegnamento, è stata direttrice del Centro di ricerca per la psicologia dello sviluppo e l’educazione dell’Università di Macerata, aveva studiato medicina e psicologia clinica, familiarizzando con la teoria della Gestalt attraverso il suo insegnante Renzo Canestrari, uno dei più famosi psicologi. Insieme al marito Giuseppe Galli apparteneva alla “Scuola di Bologna” della psicologia della Gestalt italiana e la sua formazione clinica comprendeva anche una formazione terapeutica di gruppo con gli analisti Alice von Platen e Augusto Ricciardi, nonché con lo psicanalista Giampaolo Lai.

All’omaggio reso dall’Università di Macerata e dalla EUM alla professoressa Anna Arfelli hanno aderito alcuni dei maggiori esponenti della stessa Gestal, nonché colleghi e allievi: Lucia Alessandrini, Luigi Alici, Antonina Ballerini, Ivana Bianchi, Anna Maria D’Emilio, Alessandra Fermani, Giuseppe Forti, Stefania Fortuna, Lamberto Lambertucci, Luciano Latini, Maria Luisa Leombruni, Roberto Mancini, Francesca Munafò, Francesco Orilia, Roberto Sani, Rosauro Scarafoni, Flavia Spezzafune. Presenti all’iniziativa anche la figlia Grazia Galli e il professore emerito Giovanni Ferretti, filosofo e storico della filosofia, già rettore dell’ateneo maceratese negli anni Ottanta sostenuto peraltro da Giuseppe Galli nelle vesti di prorettore.

È stato proprio Ferretti, insieme a Giuseppe Mininni e Gerhard Stemberger, a presentare il libro curato dalla professoressa Arfelli, il cui profilo scientifico e didattico è stato ricostruito da Morena Muzi e Paola Nicolini, la quale tre anni fa, all’indomani della scomparsa di Giuseppe Galli, scrisse: “I Maestri ci appaiono sempre un po’ immortali e forse lo sono per l’eredità che se ne riceve”. Una testimonianza che può essere senz’altro riferita anche alla figura di Anna Arfelli Galli.

 

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