“Newman da oggi appartiene alla Chiesa intera, a tutti quegli uomini e quelle donne che, da molte diverse parti del mondo, traggono ispirazione e ottengono aiuto da lui”. Con queste parole, questa mattina, il vescovo Robert Byrne, oratoriano come san John Henry Newman, ringrazierà per la canonizzazione di ieri del teologo in piazza San Pietro. L’occasione sarà la messa delle 10.30, celebrata nella basilica di San Giovanni in Laterano dal cardinale Vincent Nichols, Primate d’Inghilterra e Galles, alla quale parteciperanno anche rappresentanti della Chiesa d’Inghilterra. All’indomani di una giornata che ha visto migliaia di pellegrini arrivare in San Pietro da tutto il Regno Unito, il vescovo Byrne ricorderà che, anche al momento della morte, ventimila persone riempirono le strade di Birmingham per rendere omaggio al grande teologo e il quotidiano “Times” gli dedicò un’intera pagina di obituario. “Centoventinove anni dopo, san John Henry Newman suscita lo stesso amore e rispetto”, dirà il vescovo Byrne, “la sua grande capacità di costruire amicizie durature e profonde continua ancora oggi”. Eppure Newman, che diceva di “non avere nulla del santo e di aspirare soltanto a pulire le scarpe di san Filippo Neri, sempre che quest’ultimo usi il lucido in Paradiso”, si sarebbe meravigliato del fatto che la Chiesa lo abbia scelto per collocarlo tra i suoi santi.

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