“Chiedo a tutto il popolo di essere unito, ma di cercare la giustizia attraverso percorsi di pace. In nome della nostra fede vogliamo anche dire al Governo ecuadoriano: basta repressione, una repressione che in qualche modo non nobilita la persona umana e coloro che sono nel governo”. Lo ha affermato sabato scorso (prima dell’installazione, avvenuta domenica, del tavolo di dialogo) il cardinale Pedro Barreto Jimeno, vice presidente della Repam (Rete ecclesiale panamazzonica), con un videomessaggio inviato da Roma, dove partecipa al Sinodo.
Attraverso il suo vicepresidente, la Repam esprime solidarietà al popolo ecuadoriano: “Siamo molto vicini a ciascuno di voi a causa delle conseguenze di questa decisione politica del governo dell’Ecuador, che influisce gravemente sulla situazione della popolazione e sulla qualità della vita di tutti gli ecuadoriani”. Allo stesso modo, il cardinale Barreto ha chiesto a tutti gli ecuadoriani di essere molto uniti: “Nella verità, nella fraternità, nella solidarietà”. Il porporato, inoltre, deplora la morte di alcune persone nel corso degli scontri di questi giorni. “La Chiesa – ha concluso il cardinale Barreto – vuole la pace, ma una pace accompagnata dalla giustizia e da un esercizio di democrazia che cerchi il bene della gente e il bene di tutti”.

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments